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Terme di Montecatini, spuntano nuovi investitori (anche stranieri) oltre Cardini: sopralluoghi e richiesta di documenti – Cosa può succedere adesso

di Simona Peselli

	Le ex latrine Fortuna, rilevate a una cifra quattro volte superiore il loro valore: significa che è alto l’interesse per i beni termali; a destra nella foto di Nucci la Torretta
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Le ex latrine Fortuna, rilevate a una cifra quattro volte superiore il loro valore: significa che è alto l’interesse per i beni termali; a destra nella foto di Nucci la Torretta

Il bando di vendita di tutto il patrimonio immobiliare delle Terme verrà pubblicato il 15 ottobre. Dopo 60 o 90 giorni l’asta, si profila una gara al rialzo

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MONTECATINI. Sono state vendute a una cifra superiore quattro volte il loro valore (162mila euro) rispetto alla base d’asta (fissata dal Tribunale in 42mila) le ex latrine Fortuna in pineta, lo storico noleggio cicli con i suoi mille metri quadrati di terreno intorno. Dimostrazione, dicono i bene informati delle vicende cittadine, che il patrimonio immobiliare delle Terme di Montecatini spa, finito tutto all’asta, ha un appeal ancora forte e soprattutto un potenziale enorme per il futuro, ed è dunque considerato assai appetibile sul mercato.

Al punto tale, da quanto filtra, da aver stuzzicato l’interesse anche di gruppi con capitali stranieri che avrebbero fatto di recente sopralluoghi ai beni e consultato la documentazione inerente a quella che un tempo era l’azienda più importante del territorio. Insomma, non ci sarebbe soltanto l’imprenditore pratese Claudio Cardini e soci, riuniti nella Apt Terme, ad essere interessato agli immobili definiti non strategici dalla parte pubblica (Regione Toscane e Comune di Montecatini). Certo, il titolare della Human Company, società attiva nell’accoglienza soprattutto en plein air, è comunque l’unico che fino ad oggi ha concretamente versato una considerevole cifra come caparra per avallare la sua proposta irrevocabile d’acquisto per una serie di beni termali.

Ma adesso che è fissata al 15 ottobre (tra due settimane) la data da circoletto rosso sul calendario, ovvero quando finalmente verrà pubblicato il bando per la vendita degli asset, si apprende come all’ombra della Palazzina Consulenti ci siano movimenti di gruppi sia italiani che stranieri che stanno seriamente prendendo in considerazione la possibilità di partecipare all’asta pubblica. Dunque, come successo per le ex Latrine anche per tutti gli altri edifici che andranno all’incanto potrebbe profilarsi una gara con offerte al rialzo.

La cifra fino ad oggi pronta sul piatto per definire il concordato preventivo in continuità delle Terme spa raggiunge i 35 milioni di euro circa. La maggior parte dei denari sono della Regione: 17,5 milioni per stabilimento Tettuccio, Regina all’interno del parco ed Excelsior. Segue l’Apt Terme di Cardini: 15 milioni per Leopoldine e Salute, vero core business dell’investimento, ma anche ex istituto Grocco, il circolo del tennis e terreni adiacenti (600mila), terme Redi. Poi il Comune con oltre 1,5 milioni di euro per Torretta, Serre Calde e Capanna Spazzini, che però si dice possa finire nella mani della stessa società (Sky Net) che ha rilevato le adiacenti ex latrine Fortuna, che può rilanciare all’infinito in caso di gara a differenza dell’ente pubblico. Quindi la Fondazione Caript per le Tamerici (1,3 milioni).

Ma la partita vera e propria, secondo ciò che emerge, potrebbe giocarsi al momento dell’asta con possibili rialzi. E se soltanto per le ex latrine la posta è stata quadruplicata, significa che l’interesse per i beni termali non è di facciata. Soprattutto da parte di imprenditori attivi nel campo turistico che ben comprendono la potenzialità di una città come Montecatini Terme. Quindi Cardini potrebbe non essere solo nel momento dell’asta, ma dover competere con altri offerenti.

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