Perché l’aeroporto di Peretola ha incrinato la giunta Giani? I voti contrari, le reazioni e cosa può succedere ora
Il via libera all’atto richiesto dal ministero arriva nonostante le perplessità espresse da esponenti della stessa maggioranza. Sullo sfondo restano il passaggio a Bruxelles e soprattutto l’attesa per la decisione del Tar sul ricorso contro la nuova pista
FIRENZE. Volano nuove polemiche sull’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. Ma è solo politica. È l’effetto dei due voti contrari (e pesanti) che gli assessori regionali Alberto Lenzi (Avs) e David Barontini (Cinque Stelle) hanno espresso in giunta sulla delibera relativa al contributo istruttorio richiesto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il progetto di sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola.
Le diverse sensibilità nella maggioranza
La delibera, che è stata approvata con i voti a favore degli assessori Pd e di Casa Riformista, segna una frattura? Nel centrosinistra toscano sono note da tempo posizioni diverse sull’infrastruttura di Peretola, sia nella precedente maggioranza regionale che in quella attuale. Quanto emerso in giunta riflette queste sensibilità, alcune presenti anche all’interno del Pd. Insomma, il passaggio è tutt’altro che un colpo di scena. Anzi, ci si affretta a sottolineare che «la coalizione resta unita sulla stragrande maggioranza delle questioni».
Giani: «Un fatto fisiologico»
Il presidente della Toscana Eugenio Giani getta acqua sul fuoco: «Anche se c’è stato un voto diverso lo avevo messo in conto di fronte a una delibera di presa d’atto della documentazione integrativa richiesta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per inviarla a Bruxelles». Che sottolinea: «La comunicazione dell’operatività del progetto si riferisce al lavoro che è stato fatto prima che si costituisse questa giunta, con la conferenza dei servizi che si è conclusa a settembre dello scorso anno». E sui due voti contrari: «Si è trattato di un fatto fisiologico, che non compromette nulla».
Le reazioni di Pd e Casa Riformista
Non affonda neppure Andrea Vannucci, consigliere regionale Pd e presidente della commissione Sanità: «Si tratta di scelte da anni al centro del dibattito politico e istituzionale, sulle quali è giusto continuare a confrontarsi per costruire le convergenze necessarie, con l’obiettivo di dotare la nostra regione di un sistema infrastrutturale moderno e capace di rispondere ai bisogni di oggi». Più netto è il capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale e consigliere comunale a Firenze Francesco Casini. La nuova pista dice «resta un punto fermo del programma di mandato. Il voto contrario degli assessori Lenzi e Barontini alla delibera sull’aeroporto di Firenze conferma che all’interno della maggioranza regionale esistono sensibilità diverse su questo tema. Ma altrettanto chiaro è il dato politico: la Giunta ha approvato l’atto e per noi lo sviluppo di Peretola e la realizzazione della nuova pista restano un punto fermo».
Le motivazioni del voto contrario
L’assessore Barontini spiega di aver votato contro perché «la documentazione istruttoria non affronta in modo sufficientemente completo alcune delle principali criticità ambientali e territoriali». Il collega Lenzi parla di «un voto dal chiaro valore politico e simbolico. Una posizione nota, che convive con il lavoro comune della maggioranza regionale e con l’impegno che continueremo a portare avanti insieme sulle tante priorità per la Toscana».
Gli attacchi delle opposizioni
Un passaggio tecnico su cui si evidenziano ancora le distanze. «Continuiamo a chiederci: c’è sempre una maggioranza a Palazzo Strozzi Sacrati? Come si pone il governatore Giani sul delicato tema dell’ampliamento e della nuova pista dello scalo fiorentino?». È quanto chiede il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, che sul tema ha presentato un’interrogazione urgente. Taglia corto Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia-Ecr: «La domanda è semplice: perché continuare ad allearsi con chi, sull’aeroporto, la pensa esattamente al contrario? La risposta è altrettanto semplice: perché, viceversa, perderebbero la poltrona».
Il prossimo passaggio al Tar
Sul percorso dell’iter, che dopo Bruxelles prevede il parere finale della conferenza dei servizi atteso a inizio 2027, resta cruciale il verdetto del Tar della Toscana che il 22 ottobre esaminerà nel merito il ricorso dei Comuni della Piana fiorentina, e tra gli altri di comitati, Wwf, Italia Nostra, sulla nuova pista da 2,2 chilometri inclinata rispetto all’autostrada A11, prevista dal masterplan di Enac e di Toscana Aeroporti, la società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa.
Cosa può succedere ora
Se fosse respinto l’iter burocratico avrebbe un’accelerazione, al netto di ricorsi al Consiglio di Stato.
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