Dipendenti comunali in stato di agitazione contro la riorganizzazione interna a Montecatini
Dopo Pescia anche nel municipio termale si vive un clima agitato
Montecatini Non solo Pescia. Anche a Montecatini si registra un clima pesante all’interno della macchina comunale, con i dipendenti in stato di agitazione e trattative interrotte. I sindacati territoriali di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e la Rsu interna in un lungo intervento parlano di «pessimo sistema di relazioni sindacali» all’interno del Comune.
«Il processo riorganizzativo della macchina comunale avviato nel 2024 dall’amministrazione e non ancora concluso – esordiscono i sindacati – non poteva che presentare elevati livelli di criticità nella sua applicazione, ulteriormente innalzati da repentini azzeramenti di posizioni apicali precedentemente presenti in organico in favore della reintroduzione della dirigenza. Su questo tema, la partecipazione dei dipendenti e delle loro rappresentanze sindacali e il confronto costruttivo si sono rivelati finora concetti astratti che non hanno trovato alcun riscontro oggettivo nell’azione condotta unilateralmente dall’amministrazione comunale. Le richieste di informative scritte e di tavoli di confronto avanzate nel tempo dai sindacati sono state circoscritte dall’amministrazione comunale, inizialmente a semplici comunicazioni postume all’avvenuta deliberazione di atti amministrativi di riorganizzazione, per proseguire, anche a causa della mancata applicazione di parti significative del sistema delle relazioni sindacali previste dal contratto nazionale, con tavoli di confronto resi sterili dall’amministrazione, a seguito di chiari e netti rifiuti alle diverse proposte presentate».
E di quelle proposte e relativi rifiuti i rappresentanti dei lavoratori hanno stilato un elenco, partendo dalla figura del dirigente in “convenzione”:«Per quanto riguarda la volontà dell’Ente, sancita con appositi atti deliberativi di modifica di quelli originari, di anticipare al 2025 l’assunzione del dirigente amministrativo contabile previsto inizialmente nel 2026 dal piano di fabbisogno del personale i sindacati si sono dichiarati nettamente contrari nel perseguire, tra le varie modalità di selezione, quella dell’istituto della “convenzione” (non presa peraltro in considerazione dalla stessa amministrazione negli atti originari), atteso che allo stato dell’arte non vi sono vacanze di posizioni apicali nell’organigramma dell’ente, data la recente nomina del dirigente dell’area tecnica e l’attribuzione a interim al segretario comunale della funzione dirigenziale per l’area amministrativo contabile, tali da giustificare “l’urgenza” evidenziata dall’amministrazione nel procedere all’assunzione del dirigente facendo ricorso, tra le varie modalità (concorso, mobilità, scorrimento graduatoria), a uno strumento “parziale e a tempo determinato” quale quello della “convenzione”, peraltro del tutto residuale per definizione. Inoltre l’elevato carico di uffici (20, tra i quali bilancio, risorse umane, tributi, economato, protocollo, elettorale, anagrafe, stato civile, servizi sociali, pubblica istruzione, cultura, turismo e così via), di dipendenti (circa 2/3 dell’organico attuale) e di responsabilità presenti nell’area amministrativo contabile dell’ente, sia dal punto di vista funzionale che di qualità dei servizi da erogare alla cittadinanza, non può essere assegnata a un dirigente in “convenzione” che vedrebbe la sua presenza a Montecatini soltanto in alcuni giorni della settimana. Inoltre con l’istituto della “convenzione” viene meno altresì la possibilità, più volte dichiarata pubblicamente dall’amministrazione comunale agli organi di stampa e attraverso i social media istituzionali, di partecipazione alla selezione anche da parte del personale dipendente dell’ente in possesso dei titoli e dei requisiti per concorrervi. L’istituto della “convenzione a tempo parziale e determinato” poi non può in alcun modo portare nell’organico apicale dell’ente una figura dirigenziale in grado di assicurare la necessaria efficienza ed efficacia richiesta dalla cittadinanza nell’erogazione dei servizi, la dovuta assunzione per legge di piena responsabilità dell’azione amministrativa tipica di un dirigente, non rappresentando pertanto un’adeguata soluzione gestionale per Montecatini Terme, città termale di rilevanza nazionale e internazionale, riconosciuta dall’Unesco come parte del sito Grandi Città termali d’Europa».
Sotto accusa anche il piano triennale di fabbisogno del personale «che, contrariamente a quanto previsto dalla legge per questo fondamentale documento di programmazione triennale, consta a oggi soltanto delle previsioni di fabbisogno per il corrente anno 2025, le organizzazioni sindacali hanno evidenziato che vi sono esigenze in termini di personale anche in uffici non presi in considerazione dall’attuale piano approvato dall’amministrazione comunale e che necessitano quindi di una programmazione non più procrastinabile».
Infine viene contestata «la mancata applicazione, a tutt’oggi, dell’accordo contrattuale decentrato sottoscritto tra le parti nell’ormai lontano dicembre 2024, che deve vedere l’erogazione ai dipendenti di quanto in esso previsto, con contestuale apertura del tavolo sul decentrato integrativo per l’anno 2025, attraverso la consegna agli scriventi dei dati necessari per la contrattazione dello stesso».
«Dato lo stato dell’arte – chiude l’intervento – i dipendenti del Comune di Montecatini e le loro Rappresentanze hanno interrotto le trattative e proclamato lo stato di agitazione, comunicando che saranno intraprese in merito le iniziative ritenute più opportune».l
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