Funghi, Pistoia e Pescia esclusi dai divieti settimanali: qui il bosco “non riposa” mai
I comuni esclusi dai divieti di raccolta in vigore il martedì e venerdì
PISTOIA. «Perché noi no?»: questa la domanda che circola tra i residenti delle zone montane dei comuni di Pistoia e Pescia, che con l’inizio della stagione dei funghi lamentano l’invasione dei propri boschi da parte di cercatori, più o meno rispettosi dell’ambiente, a caccia di porcini, ovoli o galletti. Una caccia che rispetto a quanto avviene in altri comuni che si affacciano sull’Appennino, qui non conosce tregua.
Contrariamente agli anni passati, infatti, quest’anno Pistoia e Pescia non sono stati inseriti nell’elenco dei Comuni in cui si adotta il doppio “riposo settimanale” del bosco: quello del venerdì, che vale per tutti, autoctoni e non, con il divieto assoluto di raccolta funghi, e quello del martedì, in cui la raccolta è permessa solo ai residenti nel comune in cui si va in cerca. E a colpire i residenti delle zone più alte del Pistoiese e del Pesciatino è soprattutto l’assenza di quest’ultimo divieto, che, in teoria, permetteva almeno per un giorno a settimana di avere per sé tutti i boschi del proprio Comune. Il che voleva dire che solo i residenti nel Comune di Pistoia il martedì potevano mettersi a cercare nei boschi di Cireglio o dell’Orsigna. E allo stesso modo solo i pesciatini, anagraficamente parlando, di martedì potevano avventurarsi nei boschi della Valleriana.
Questi “giorni di riposo”, stabiliti dalla Regione sulla base delle richieste degli enti locali, fino all’anno scorso erano in vigore in sei Comuni della nostra provincia, ossia i tre facenti parte dell’Unione dei Comuni Montani dell’Appennino Pistoiese (San Marcello-Piteglio, Abetone-Cutigliano e Sambuca Pistoiese), Marliana e, appunto, Pistoia e Pescia. Questo secondo due delibere regionali (con valenza biennale) del 2023, con le quali fino al 31 ottobre del 2023 e dal 30 giugno al 31 ottobre del 2024, in quei sei Comuni nessuno poteva raccogliere funghi il venerdì e solo i residenti potevano farlo il martedì.
Il motivo di questi divieti è chiaro, ossia quello di far “respirare” il bosco dalle invasioni, talvolta barbariche, dei cercatori di funghi. Non è tanto una questione di quanti funghi vengono raccolti: quell’elemento incide relativamente (è come cogliere un frutto, la pianta, in questo caso il micelio sotterraneo, non vengono danneggiati), quanto piuttosto di proteggere il sottobosco dalle devastazioni che troppo spesso accompagnano la caccia spasmodica al porcino. Questo perché a fronte di tanti cercatori (solitamente i più esperti) rispettosi della natura ve ne sono molti che, invece, lasciano i boschi come nemmeno una mandria di cinghiali potrebbe fare. C’è anche da dire che questo genere di cercatori (o forse sarebbe meglio dire predatori) solitamente non se ne frega molto di regolamenti e leggi, che si tratti di rispettare orari, i limiti di quantità o di dimensioni minime dei funghi, o, appunto, i divieti imposti dal calendario. Ma almeno, per due giorni a settimana, sarebbero costretti a fare i conti con il rischio di essere multati. Questo a vantaggio degli altri cercatori e, soprattutto, di quegli abitanti della montagna per i quali i prodotti del bosco sono una fonte di reddito.
Quest’anno invece no, il martedì e il venerdì sui monti pistoiesi (nel senso di territorio comunale) e pesciatini è “caccia libera”. Questo quanto previsto dalla delibera della giunta regionale del 16 giugno scorso, in cui vengono confermati i divieti nel territorio del Comune di Marliana e dell’Unione dei Comuni, enti che avevano presentato domanda a maggio. Mancano appunto Pistoia e Pescia. Perché? Un mistero, anche per le stesse amministrazioni comunali. «Mi risulta che avremmo dovuto essere inseriti anche noi – spiega l’assessore all’ambiente di Pistoia Gabriele Sgueglia – chiederò lumi agli uffici sul perché non ci siamo». Risposta praticamente identica dal Comune di Pescia: «Non so perché non ci siamo – fa eco l’assessore alla montagna Luca Tridente – la richiesta di rinnovare il divieto noi l’avevamo fatta».
Una possibile spiegazione potrebbe trovarsi nella burocrazia e nei suoi tempi, ossia in domande presentate in tempi diversi da Pistoia e Pescia. Del resto non sarebbe la prima volta. Non a caso riferendoci al 2023 abbiamo scritto di “delibere” e non di “delibera”. Questo perché, esattamente come in questa occasione, la prima delibera che istituiva i giorni di riposo parlava solo dell’Unione dei Comuni Montani e di Marliana.
Pistoia e Pescia non c’erano: la loro domanda arrivò ad agosto di quell’anno, e fu necessaria un’ulteriore delibera della giunta regionale (approvata l’11 settembre di quell’anno), per inserire anche questi due Comuni tra quelli a raccolta limitata. Per questo non è escluso che nei prossimi giorni arrivi da Firenze un nuovo provvedimento che estenda i divieti anche a Pistoia e Pescia. Quindi, prima di prendere la cesta e incamminarsi per i boschi, sarebbe bene dare un’occhiata al Burt per verificare se, nel frattempo, le regole sono cambiate.
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