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Valdinievole, riapre prima di Pasqua la strada provinciale Montalbano ma non per tutti

di Luigi Spinosi
Valdinievole, riapre prima di Pasqua la strada provinciale Montalbano ma non per tutti

Finora spesi due milioni e mezzo di euro. Per il completo ritorno alla normalità serviranno più tempo e più soldi

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VALDINIEVOLE. La metafora, scontata, viene spontanea, ed è quella del regalo nell’uovo di Pasqua, però a voler essere pignoli è un paragone ingiusto. Solitamente in mezzo al cioccolato si trovano cose magari anche simpatiche, ma frivole. Invece quello che arriverà a ridosso di Pasqua di frivolo non ha proprio nulla, anzi. Stiamo parlando di un qualcosa che è di fondamentale importanza, per la comunità che vive nella valle del Montalbano orientale innanzitutto (e infatti che sarà la prima a beneficiare della novità), ma più in generale per il collegamento tra la Valdinievole e la Piana Pistoiese e del quale la Strada Provinciale 9, alias Montalbano, rappresenta un’arteria fondamentale.

Ebbene, quell’arteria interrotta per gli eventi alluvionali di metà marzo finalmente riaprirà, seppur parzialmente, prima di Pasqua per l’appunto. La notizia è arrivata, seppur sempre accompagnata dal condizionale (è stato infatti usato un prudenziale «presumibilmente») è arrivata ieri dal presidente della Provincia di Pistoia Luca Marmo, in occasione del sopralluogo in uno dei tanti punti, lungo la Sp9, in cui la collina ha “deciso di muoversi”, all’altezza del chilometro 10,5. Presenti anche la sindaca di Lamporecchio Anna Trassi e la consigliera provinciale delegata alla viabilità Lisa Amidei. Qui, in uno dei punti più devastati, i lavori sono arrivati quasi in dirittura, almeno per quanto riguarda la possibilità di utilizzare mezza carreggiata (per l’altra metà, invece, ci sarà da aspettare) mentre più a monte sono state rimosse le masse di terra che avevano invaso la strada.

Non è tutto, ma è comunque molto: di fatto, anche se con forti limitazioni, questa strada si potrà percorrere. Manca solo il via libera del Genio Civile, e per averlo manca un ultimo intervento: la collocazione delle reti paramassi a monte della strada nei punti in cui la collina è venuta giù: «Un intervento che richiedera indicativamente una decina di giorni, dopo di ché potremo riaprire», ha spiegato Marmo.

Riapertura sì, ma con delle limitazioni: «Prima sarà riaperta ai residenti – ha aggiunto Marmo – poi, nell’arco di pochi giorni, riapriremo al passaggio di tutti i veicoli leggeri». Ovviamente là dove manca la carreggiata, come al chilometro 10+5, si dovrà procedere a senso unico alternato (probabilmente si adotterà un semaforo, poiché la presenza di curve sconsiglia il sistema del “passaggio a vista”). E, come detto dal presidente, il passaggio riguarderà solo i mezzi leggeri, per il traffico pesante ci sarà ancora da aspettare (e, al momento, è anche difficile dire quanto ci sarà da aspettare: di sicuro non poco): questo perché sulla strada, che ha bisogno di un “intervento chirurgico” è stato messo un “cerotto”, comunque assai costoso: «Il costo dei lavori fatti sin qui in somma urgenza ammonta a circa due milioni e mezzo di euro, a carico della Provincia – ha proseguito Marmo – ma chiusa questa fase ne dovrà iniziare una più approfondita e complessa, con studi geologici e ingegneristici in base ai quali dovranno essere progettati e avviati gli interventi per il ripristino definitivo. Interventi che richiederanno tempi più lunghi ed enormi risorse, per le quali è necessaria la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale».

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