Montecatini, i costi della Fondazione Turismo: per il personale 300mila euro
L’advisor Crowe ha presentato il business plan: tutte le cifre in ballo. E c’è anche il parere legale
Montecatini La costituenda Fondazione Turismo (in gergo Dmo) è sì legittima, ma «trattandosi allo stesso tempo di organismo di diritto pubblico ed ente strumentale, sarà esposta a una disciplina parzialmente pubblicistica, tra cui l’obbligo di applicazione del Codice degli appalti pubblici e dell’evidenza pubblica, la responsabilità per danno erariale e la normativa in tema di trasparenza e anticorruzione».
È quanto scrive nelle conclusioni di 36 pagine di parere legale richiesto dal Comune l’avvocato fiorentino Roberto Righi, in merito all’organismo che a Montecatini andrà a occuparsi delle attività di accoglienza e informazione turistica (oltre agli eventi), arenato da un ricorso alla Corte dei Conti e dalla mancanza del placet dell’organo di revisione contabile, che ha evitato di esprimersi sulla manovra in assenza di un piano economico-finanziario da valutare nel dettaglio.
Business plan 2025-2029 che, come la relazione legale, è arrivato di recente ad opera della società milanese Crowe Bompani spa, scelta come advisor dall’amministrazione nell’ottobre scorso (parcella da 12mila euro e rotti). Con questi due documenti in mano (e poi la convenzione da stipulare con lo stesso Comune di Montecatini), la maggioranza tornerà in consiglio comunale si presume ad aprile per il via libera alla Fondazione, che da quanto si apprende potrebbe cominciare ad essere operativa dal prossimo luglio.
L’avvocato dunque mette dei paletti da rispettare: appunto il rispetto dei contratti, della trasparenza e anticorruzione, delle procedure tradizionali per gli appalti. Come appunto fosse un normale ente pubblico, senza “facilitazioni” o maggiore flessibilità, «pur presentando natura privatistica». Inoltre, probabilmente dovrà essere anche rivisto lo statuto prodromo all’atto costitutivo: in quello già passato in consiglio comunale, infatti, era prevista la possibilità di corrispondere un compenso (oltre al rimborso spese) sia al presidente che ai membri (da 3 a 5) del consiglio di Fondazione; e inoltre non si faceva menzione della parità di genere.
Quanto al conto economico presentato dalla Crowe, si legge che per quest’anno (da luglio) i ricavi della Fondazione sono pari a 804mila euro (751mila dalla tassa di soggiorno, raddoppiata e in alcuni casi triplicata da gennaio), mentre i costi si aggirano sui 709mila euro (125mila il costo del personale, 490mila per eventi e marketing, 25mila per la sede che il Comune vorrebbe aprire al Palazzo dei congressi, sul quale è in corso un ragionamento per l’acquisto). Cifre che negli anni a venire crescono: nel 2026 ricavi per 1 milione e 656mila euro e costi per 1 milione e 591mila (280mila il personale, 1 milione gli eventi); nel 2027 1 milione e 781mila la prima voce e 1 milione e 738mila la seconda; nel 2028 ricavi per 1 milione e 855mila e costi per 1 milione e 781mila; infine nel 2029 ricavi a 1 milione e 980mila e costi a 1 milione e 903mila euro.
Un’annotazione sul personale: si va dai sei dipendenti del primo anno agli otto del 2029, il compenso per tutti sarà di 30mila euro all’anno, col direttore che invece andrà a percepirne 100mila, come un dirigente comunale. Per professionisti e collaboratori esterni, le uscite previste vanno dai 7mila euro iniziali ai 22mila complessivi tra cinque anni.
