Pescia, l’assessore: «Il Lorenzini all’ex Santoni si può fare. Abbiamo ridotto il consumo di suolo»
De Cristofaro fa il punto: sulla Rsa agli Alberghi criticità da Regione e Provincia
Pescia La realizzazione del nuovo liceo Lorenzini nell’area ex Santoni è lontana? Per il gruppo Pescia Cambia sì, tanto che i consiglieri Vittoriano Brizzi e Celeste Vassallo hanno dato voto contrario all’approvazione della variante semplificata al piano operativo, di cui la previsione della nuova scuola rappresentava uno dei punti focali. In una lunga e articolata relazione, poi allegata agli atti del consiglio dello scorso 31 gennaio quando la variante è stata di fatto approvata, il consigliere Vassallo ha elencato i punti che rappresenterebbero a dire del suo gruppo politico «modifiche sostanziali» all’atto dallo stesso predisposto, quando i suoi membri sedevano sui banchi della maggioranza.
Oltre alla questione Lorenzini, la mancata realizzazione di una rsa agli Alberghi con annesso recupero del rudere e il mancato recupero della ex cartiera Checchi di Pietrabuona. Modifiche quelle alla variante che avrebbero portato, secondo Pescia Cambia, oltre che all’impedimento di importanti investimenti per la comunità, anche l’allungamento nei tempi di approvazione «alla ricerca di presunte irregolarità».
Le irregolarità, come risulta dagli atti, però, non sarebbero presunte bensì accertate. Intanto, la delibera del 29 marzo 2023 adottata dal consiglio comunale non era stata pubblicata all’albo pretorio. Non di secondaria importanza, poi, non era stato avviato il procedimento per la convocazione della conferenza paesaggistica. Questo ha portato a una duplicazione dei tempi per l’approvazione, ma lungi dall’essere un vezzo, era una necessità: quella di rispettare la legge. I primi otto mesi di lavoro sulla variante sono stati impiegati per chiedere al tecnico incaricato di “ripulirla” di tutto quello che non era conforme alle norme. I sei mesi successivi, invece, sono stati impiegati per tre conferenze paesaggistiche (con conseguenti modifiche agli elaborati) e per i necessari passaggi consiliari. L’attuale amministrazione rivendica di non avere stravolto politicamente alcun atto, essendo quelle effettuate non scelte politiche, ma «tecniche-procedurali».
«La variante è un atto politico – spiega l’assessore all’urbanistica Vittorio De Cristofaro – in quanto tale deve essere approvato e non si può discostare da quello che è stato precedentemente adottato dal consiglio. Questa amministrazione si è limitata ad accogliere, nel merito di quanto non è stato realizzato, le osservazioni della Provincia e della Regione, che evidenziavano serie criticità sia in ordine alla realizzazione della Rsa sia per l’area destinata allo spostamento dell’attività produttiva attualmente presente nell’area destinata alla costruzione del nuovo istituto scolastico Lorenzini». In particolare la superficie, dagli attuali 5710 metri quadrati ricadenti nell’area Lorenzini, era stata portata a 13mila (con un incremento del 127% dell’esistente), determinando un eccessivo consumo di suolo. È stata la Regione e non il Comune a rilevare che la previsione valutata ammissibile era pari a 8060 metri quadrati. Tale operazione, poi, avrebbe dovuto prevedere anche l’onere, a carico del Comune, di pagare l’acquisizione dell’area da utilizzare per la realizzazione del liceo.
«Noi abbiamo preteso che l’area da destinare al Lorenzini fosse gratis e questo perché dobbiamo fare gli interessi della collettività – ha precisato De Cristofaro – in questo modo non abbiamo leso la comunità, ma abbiamo tutelato sia il consiglio sia i suoi destinatari». La realizzazione del nuovo liceo Lorenzini nell’area ex Santoni è lontana, dunque? Per l’attuale amministrazione no, nel senso che non è dipendente da nessuno stravolgimento operato nell’ambito della variante. Se qualcosa cambierà lo farà indipendente dall’approvazione dell’atto, che dopo il passaggio in consiglio ha avuto finalmente l’avallo da parte della conferenza paesaggistica il 17 febbraio. Quanto alle lungaggini, il titolare dell’urbanistica non ha dubbi: «Se la variante fosse stata predisposta fin dall’inizio in maniera corretta i tempi sarebbero stati molto più rapidi», ha sostenuto. l
