Herons Montecatini, si è visto del buono contro la capolista. «L’aggressività mostrata ci deve essere sempre»
Sono tanti i 76 punti segnati in casa di Roseto, il -15 è parziale “accettabile”. Coach Barsotti: «Loro continui per tutta la stagione, noi sempre altalenanti»
Montecatini Pensando a quel -31 (60-29) toccato nei primi minuti del terzo quarto, il -15 finale (91-76) rimediato sabato sera al PalaMaggetti, fortino della capolista Roseto, sembra quasi un affarone per gli Herons Montecatini. Ed è merito di una reazione che per quanto tardiva e insufficiente, ha comunque dato senso e dignità agli ultimi 17’ della Fabo, “vinti” 31-47 (grazie anche al 16-28 del 4° quarto) dopo l’eloquente 49-26 dei primi 20’.
Le buone notizie finiscono qui e devono essere tarate considerando il calo di una Liofilchem con i due punti già in banca dopo metà gara. La squadra di coach Franco Gramenzi ha dimostrato una volta di più la propria manifesta superiorità, dominando fin dall’inizio la contesa in ogni aspetto del gioco a partire dal ritmo, pur priva di Donadoni, assenza che ha pareggiato quella di Mastrangelo per gli aironi. Il buongiorno si era visto dal mattino, con Austikalnis a dare il benvenuto ai rossoblù e al connazionale Kupstas, inaugurando le danze con un gioco da 4 su fallo del numero 5 termale. Eppure nonostante il livello galattico dell’altro lituano – 18 punti in 24’ con 3/4 da due e 3/3 da tre – e in generale degli avversari, “Kup” è stato comunque uno dei migliori in maglia Fabo. Specialmente nel secondo tempo, in cui ha segnato 14 dei suoi 16 punti (stesso tabellino registrato all’esordio con Chieti) chiudendo col 50% dal campo e 4/8 da tre, 4 palle perse ma anche 3 rimbalzi, 2 recuperi e 2 assist. In doppia cifra anche Arrigoni, Chiera e un Dell’Uomo finalmente più protagonista. Non indimenticabile il debutto di Alessandro Paesano, che ha confermato le sue doti di lottatore (4 falli) e lungo dinamico ma che non è andato oltre i 6 punti con 3/8 al tiro e 3 rimbalzi in 25’. Insolita serata da zero punti per Trapani, che il tecnico termale è tornato a gestire in modo paritario rispetto a Benites (entrambi 20'), a differenza delle uscite precedenti in cui sembrava aver preso i comandi della regia.
Al di là dei singoli, per gli Herons pesano e sono di più i 91 punti subiti di quanto possano essere pochi i 76 segnati, che alla fine al PalaMaggetti pochi non sono. Soprattutto vista la serata felice nel tiro dall’arco, sfiorando il 50% (13/28). Roseto in compenso ha giocato come sempre a memoria e ha fatto accademia da due (64%) soprattutto coi due lunghi Tstserukou e Tiberti. «I due parziali subiti nel primo tempo, il 9-0 all’inizio e poi il 12-0 alla fine del secondo quarto, ci fanno capire una delle grandi differenze tra Roseto e tutte le altre squadre: la capacità di essere continui all’interno della gara sotto l’aspetto della concentrazione e dell’intensità – il commento a caldo di coach Federico Barsotti – non a caso Roseto sta disputando una stagione incredibile, noi invece stiamo vivendo una stagione altalenante e così abbiamo fatto stasera (sabato, ndr). Quando poi la gara era compromessa abbiamo trovato delle buone azioni in attacco, preso energia in difesa e fatto decisamente meglio, anche se Roseto ha giocato con meno ardore. Dopo gli ultimi cambiamenti di roster stiamo provando a capire chi siamo e chi possiamo diventare. Non era certo questa la gara comoda per trovare l’equilibrio, abbiamo fatto degli errori di un’ingenuità incredibile per una squadra che vuole competere per posizioni importanti. Il bicchiere non è mezzo pieno ma è pieno per un pezzettino, perché forzare Roseto a 17 palle perse non è scontato e quest’aggressività dev’essere una delle nostre nuove vesti».
