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cronaca

Depuratore di Pescia, via libera alla vendita: il Comune incasserà 2 milioni

Respinto il ricorso contro la cessione al Consorzio Torrente Pescia


17 giugno 2022 Maria Salerno


PESCIA. Il ricorso intentato dalle opposizioni per bloccare la vendita del Coad è stato respinto: non ricorrono le condizioni di legge per accedere all’applicazione dell’istituto dell’annullamento straordinario. La comunicazione del ministero degli Interni, tramite la prefettura di Pistoia, è giunta in Comune martedì.

«Arriva dal ministero dell’Interno la conferma della qualità di un'operazione che porta solo vantaggi alla città e alla collettività, in particolare per gli abitanti di Veneri, zona che sarà soggetta a interventi come indennizzo per avere ospitato gli impianti – spiega il sindaco sospeso Oreste Giurlani commentando la notizia – Non entro nel merito del tentativo dell’opposizione, che ha dimostrato poco senso civico, per non dire altro. Da parte nostra, la certificazione a un’operazione studiata nei minimi dettagli con Villa Basilica, che porterà molti soldi nelle casse del Comune e contribuirà al risanamento dei conti, permetterà anche tanti investimenti, assicurando oltretutto una rendita annuale di 100mila euro, che diventano determinanti per poter meglio operare anche nell’ordinaria amministrazione. Ne guadagnerà anche l’ambiente, perché i nuovi proprietari dovranno adempiere a precisi obblighi. Ora non ci sono più ostacoli per concludere definitivamente la vicenda».

Dopo la definitiva aggiudicazione dell’impianto da parte del Consorzio del Torrente Pescia spa, avvenuta lo scorso 22 dicembre, infatti, si sarebbe dovuto procedere entro 3 mesi alla sottoscrizione del contratto di vendita. Ma lo scorso 17 febbraio, gli acquirenti, proprio dal notaio, sono venuti a conoscenza del ricorso al ministero dell’Interno presentato dai consiglieri di minoranza del Comune di Villa Basilica (comproprietario dell’impianto insieme al Comune di Pescia). Ricorso nel quale erano stati sollevati dubbi circa la legittimità degli atti, votati nei rispettivi consigli, di alienazione del bene. Ciò non di meno, il Consorzio del Torrente Pescia si è detto fin da allora disponibile a sottoscrivere il contratto entro i tempi previsti dal bando, ma ponendo alle amministrazioni una condizione: che la somma versata per acquisire il bene restasse depositata presso il notaio che non avrebbe rogato l’atto fino a quando gli organi competenti non si sarebbero pronunciati nel merito del ricorso. Adesso la somma, pari a circa 2 milioni di euro, entrerà nella disponibilità del Comune.


 

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