Il Tirreno

Il racconto

I lupi assaltano il gregge, messi in fuga dalla pastora: «Così ho salvato le mie pecore»

di Redazione Carrara

	Cinzia Angiolini
Cinzia Angiolini

Cinzia Angiolini è la più nota allevatrice dell’agnello zerasco: è salva, ma è dovuta andare in ospedale

3 MINUTI DI LETTURA





ZERI. Ha qualcosa di incredibile l’episodio accaduto nelle Valli dello Zerasco: una pastora ha salvato il suo gregge dall’attacco di lupi lottando contro di loro. Lei è Cinzia Angiolini, pastora eroica, una delle mitiche Signore dell’Agnello Zerasco, forse la più conosciuta fuori dai confini del municipio-mignon. Racconta ciò che le è accaduto Coldiretti Toscana: è salva, sì, anche se è dovuta andare in ospedale. E deve ringraziare anche i suoi due cani da pastore maremmano.

L’attacco all’improvviso

Tutto è accaduto qualche giorno fa. Cinzia Angiolini è con il suo gregge ai pascoli alti, in località Bocci. È pieno giorno. «Due lupi sono spuntati dalla macchia – racconta – e si sono lanciati sul gregge proprio nel punto in cui mi trovavo anch’io». Forse i due predatori non si sono accorti della presenza della donna, rifletterà lei con il senno-di poi. «In un attimo – continua il suo racconto – avevano azzannato due pecore che si trovavano a» un metro e mezzo da me». Lei non si fa assalire dalla paura e reagisce.

La difesa

«Ho iniziato a colpirli con il bastone fino a quando uno dei due lupi, dopo aver mollato la pecora che stringeva in bocca, si è girato verso di me e mi è venuto incontro». E a questo punto forse chiunque, finita l’adrenalina, sarebbe stato assalito dal panico. E invece no. «Ci siamo guardati dritti negli occhi. Mi ha sfidato. Nella concitazione sono caduta e solo l’arrivo dei miei cani ha evitato chissà quale altro esito». La pastora inizia a urlare, cosa che tutti gli esperti dicono si debba fare di fronte a un lupo. E a lanciare sassi «fino a che sono spariti nella macchia da dove erano venuti». Una delle due pecore ha una gamba ridotta in brandelli, racconta Cinzia Angiolini, mentre lei è stata al pronto soccorso.

Il segnale

L’allevatrice della Pecora zerasca racconta che la sera precedente all’attacco era accaduto qualcosa che la aveva insospettita: «Erano mancate all’appello tre pecore. Non erano rincasate; le abbiamo cercate fino a tarda notte. La scorsa settimana cinque capi non erano rientrati dal pascolo». Ecco perché aveva deciso di accompagnare le sue pecore. Prima suo padre e poi lei: entrambi hanno sempre dovuto fare i conti con la presenza del lupo «ma in quarant’anni di pastorizia non mi era mai successo di andare al pascolo e di dover bastonare e prendere a sassate un lupo».

Cosa fare

Intanto Coldiretti Toscana ha chiesto al presidente della Regione Eugenio Giani di operare con gli strumenti di dissuasione così come viene concesso dal parere di Ispra rilasciato a Coldiretti tramite l’Associazione Ab Agrivenatoria Biodiversitalia; «Sappiamo che in queste ora si sta lavorando a un provvedimento di risposta alle nostre richieste – informa Coldiretti Toscana – Abbiamo anche lavorato a due importanti progetti che stanno partendo proprio in queste settimane per il monitoraggio e la sperimentazione di sistemi dissuasivi a tutela delle greggi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il racconto

I lupi assaltano il gregge, messi in fuga dalla pastora: «Così ho salvato le mie pecore»

di Redazione Carrara