Massa, le Terme San Carlo riaprono dopo anni di studi e lavori: percorsi di cura, vendita di acqua e nuove scommesse
Nel 2014 il complesso venne rilevato dall’ingegner Eugenio Alphandery che ne avviò il recupero. Il futuro: «Il nostro business prevede investimenti in altri settori legati a quest’acqua»
MASSA. L’acqua di San Carlo torna a essere cura, rito e promessa. Dopo anni di lavori, studi e attese, lo storico parco termale massese riapre domani (lunedì 11 maggio) alle cure idropiniche, restituendo alla città una sorgente che non è mai stata soltanto acqua, ma memoria storica e patrimonio sanitario del territorio. L’11 maggio segnerà così una nuova tappa nella storia di queste terme, con il rilancio di percorsi medici controllati fondati sull’assunzione di acqua e sostenuti dalla ricerca scientifica.
La riapertura e la progressione degli studi sono stati presentati ieri mattina nella sala conferenze dello stabilimento, alla presenza di una ampia rappresentanza istituzionale: il sindaco Francesco Persiani, componenti della giunta e del consiglio comunale, esponenti di maggioranza e minoranza, i parlamentari Alessandro Amorese e Andrea Barabotti, Paolo Tedeschi per la Regione Toscana.
La storia
Quella che riparte dalle fontane del parco è una storia che affonda le radici molto prima del '900, nei racconti legati ai Liguri Apuani fino alla tradizione di San Carlo Borromeo, dal quale deriva il nome. Secondo le fonti, Borromeo avrebbe trovato beneficio da quest’acqua per una importante calcolosi renale. Nel 1931 la sorgente entrò poi in una fase moderna grazie al dottor Nicola Zonder, concessionario della fonte e fondatore del primo stabilimento dedicato alle cure idropiniche. Dopo varie vicissitudini e cambi di proprietà, nel 2014 l’ingegnere fiorentino Eugenio Alphandery ha acquistato il complesso, avviando il recupero dello stabilimento, l’ammodernamento dell’impianto di imbottigliamento e la riqualificazione dei 5mila metri quadrati di parco, fino alla riapertura ufficiale del 2017.
Le cure
La vocazione principale restano le terapie idropiniche, indicate nei trattamenti diuretici e nei percorsi legati all’urologia e alla nefrologia, in particolare alle patologie dell’apparato urinario. A illustrarne il valore è stato il direttore sanitario Andrea Rossi, che ha ricordato le caratteristiche di quest'acqua: una bassa percentuale di calcio che la rende indicata nei percorsi legati alla calcolosi e alla diuresi; un basso residuo fisso che ne favorisce il consumo frequente e un rapporto sodio-potassio vicino a quello dell’organismo umano.
«Nei carteggi storici conservati negli archivi dello stabilimento sono documentate le numerose conferenze mediche che negli anni si sono svolte a San Carlo dedicate alle proprietà della fonte», ha raccontato, sottolineando come «le cure idropiniche necessitano di spazi adeguati e servizi igienici sufficienti. Qui abbiamo spazi per realizzare nuovi ambulatori e il parco ristrutturato diventa parte del percorso terapeutico: i pazienti potranno sorseggiare l’acqua lungo le fontanelle, tra cui quelle della Sirena e del Tritone, e osservare dalle vetrate il percorso di imbottigliamento dell’acqua».
La ricerca scientifica
Accanto alla tradizione termale, c’è poi il capitolo della ricerca scientifica. Il dottor Luca Antonioli, del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa, ha presentato l’attuale percorso di studio, ancora in fase preclinica. Dopo la pubblicazione, nel 2024, della ricerca sugli effetti antiossidanti e antinfiammatori dell’Acqua San Carlo 1931, l’attenzione del team di ricerca si è ora spostata sul rapporto tra acqua, sport e recupero muscolare. «Il tema è lo stress fisico indotto dall’esercizio - ha spiegato - Quando il muscolo lavora intensamente aumentano radicali liberi, stress ossidativo, citochine infiammatorie e lattato. I dati illustrati suggeriscono come l’Acqua San Carlo possa favorire il recupero della forza dopo esercizio, contribuire a ridurre alcuni segnali infiammatori e migliorare i meccanismi di smaltimento e riutilizzo del lattato». Risultati ancora da confermare, come impone il linguaggio della ricerca, ma che rafforzano il legame tra la storica sorgente massese e una nuova stagione di studi sui suoi possibili benefici.
La riapertura
L’ingegner Alphandery ha ricordato il legame personale con quest'acqua e il parco termale, nato da frequentazioni lontane, anche sportive, e trasformato negli anni in investimento di recupero e valorizzazione. L’obiettivo, ha spiegato, non è solo riaprire uno spazio, ma ricostruire una cultura dell’acqua, riportando San Carlo al centro della vita cittadina, della prevenzione e di un turismo della salute capace di unire natura, ricerca e tradizione. «Le nostre acque sono di buon livello e dovrebbero trovarsi sulle tavole di tutti i locali», ha osservato Alphandery, sottolineando come il basso residuo fisso possa anche esaltare il cibo.
«È una questione di cultura e anche di conti, visto che il nostro prezzo è allineato. Serve più sensibilità e più formazione». Ha poi chiarito che il futuro del complesso non potrà fondarsi solto sulla vendita dell’acqua: «Ci sono acque concorrenti di pozzo che producono 500 milioni di litri; altre di sorgenti sui 15 milioni e le nostre hanno una captazione di meno di 30. Il nostro business prevede investimenti in altri settori legati a quest’acqua, come le cure».
Tutela del parco
Resta centrale il tema della tutela della sorgente e del parco. L’Acqua San Carlo è una risorsa preziosa e limitata, da gestire con attenzione. Il Comune ha garantito un servizio di sorveglianza per il rispetto del regolamento dell’area, a tutela del luogo e delle persone.
Orari e modalità
Per accedere alle cure idropiniche è indispensabile effettuare una visita di pre-autorizzazione con i medici termali, previo appuntamento prenotabile anche on-line. I medici, come viene spiegato, ricevono tre volte a settimana – il lunedì, mercoledì e sabato – dalle 9 alle 13.
Le sedute partiranno da lunedì 11 maggio e si svolgeranno ogni mattina, sempre dalle 9 alle 13, secondo i dosaggi prescritti dai medici che possono andare da circa 750 millilitri fino a 3 litri, in base alle necessità individuali.
Con un bicchiere dosatore, i pazienti passeggeranno nel verde attingendo l’acqua direttamente dalle fontane. È prevista la possibilità di proseguire il trattamento anche a domicilio acquistando le bottiglie di Acqua San Carlo 1931.
Dalle 14 in poi il parco verrà aperto alla normale utenza. La stagione proseguirà fino all’autunno, contando poi in fruizione più ampia anche negli altri periodi dell’anno.
Per informazioni e prenotazioni tel. 0585 47703 - Email: terme@acquasancarlo.it e sito web: www.acquasancarlo.com.
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