Ci lascia un mito
Venanzio è tornato, riaperto il ristorante che ha reso mitico il lardo di Colonnata: la festa nel borgo
Il locale riaperto dalla figlia Elisabetta col marito Franco Biggi e mamma Lena sulla piazzetta Palestro. Tavoli apparecchiati da venerdì 27 marzo
CARRARA. C’è una foto appesa su una delle pareti del ristorante: è esposta ma non troppo, è lì dove si scivola fuori dal bancone del bar. È stata scattata il 12 maggio del’97. Ritrae l’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, che si china in avanti – con un fare tanto riconoscente da sembrare quasi devoto – per afferrare con entrambe le mani quella di un uomo: Venanzio Vannucci, che in quell’occasione aveva cucinato il pranzo presidenziale per la visita del Capo dello Stato, ospite della Cooperativa Gioia. Chissà se in quella occasione solenne Venanzio fu appagato dal risultato di quanto messo in tavola, lui che era un instancabile perfezionista, un maestro esigente prima di tutto con sé stesso. «Oggi sarebbe sicuramente contento. Soddisfatto», dice la “sua” Lena, Lena Guadagni, la moglie del pioniere del lardo in cucina, scomparso nel 2023, dell’ambasciatore nel mondo non solo delle ricette ma della gastronomia carrarina-in toto.
Fuoco sotto i fornelli
Sarebbe più che contento: sarebbe compiaciuto. Perché sabato la figlia Elisabetta con il marito Franco Biggi e mamma Lena – hanno riaperto il ristorante che porta il suo nome – Venanzio – che da sempre si apre sulla piazzetta Palestro di Colonnata. È qui il Tempio del gusto, sono qui i tavoli a cui si sono deliziati lo star system del cinema e della Tv e l’intellighenzia del Belpaese: da Liza Minnelli a Lina Wertmuller a Mario Soldati (e ci fermiamo qui) . E dove si sono immersi in viaggi esperenziali nella storia e nelle tradizioni dei piatti carrarini gourmet e gastronauti, o anche (semplicemente) buone-forchette.
Batticuore
Ma Venanzio è – prima di tutto – il ristorante di Colonnato, un borgo-unico, con una magìa tutta sua, dove appena arrivi ti aiutano a parcheggiare l’auto negli spazi angusti anche se non ti hanno mai visto né conosciuto. E dove la riapertura di un locale di tradizione diventa una grande festa. Di tutti e per tutti. È sabato pomeriggio, c’è il taglio del nastro del nuovo corso di “Venanzio”, miglior data – 21 marzo, primo giorno di primavera – non poteva essere scelta: la famiglia Vannucci torna alla guida dello storica cucina. E lo fa dopo 21 anni durante i quali la maison culinaria è stata condotta da un giovane che Venanzio aveva “allevato”, Alessio Lucchetti. Elisabetta Vannucci riceve i suoi ospiti: le portano orchidee, la abbracciano. Lei si commuove. Ci sono i paninetti tondi con il lardo di Colonnata e le torte d’erbi, i bicchieri flûte di bollicine che si alzano. “Siete contente? ”, Il Tirreno chiede ad alcune colonnatesi: «Altroché – dice Stefania Nicoli che sta brindando con Donatella Donati e Erina Ravenna – Confesso che siamo imparentati, quindi il mio giudizio è un po’di parte, ma è una grande emozione... io a 16 anni, facevo la camerierina per Venanzio».
Che si mangia?
Chef Venanzio, Maestro, così presente non sei stato mai: q ui si torneranno a mangiare le tue polpettine, quelle che hanno fatto storia, la tua carne in salamonia che ha stregato, il tuo roast-beef impareggiabile, i piatti rustici come i fagioli con le cotiche. E la pasta? Sarà tutta fresca, dai ravioli in giù e fatta “in casa”. «Scusi, signora Lena, ma farà lei la pasta? ». Risposta: «Eh, certo, c’è anche mia figlia, ma eccomi qua. Sono contentissima, mi hanno travolto in questa cosa..». E chissà mai se i due nipoti 19enni, gemelli, Rebecca e Gabriel, seguiranno le orme del nonno. «Ricordo quando mi cucinava la sogliola condita solo con due gocce di limone – dice Rebecca sorridendo – Io non la volevo, così basica non mi piaceva»; ma come, nonno Venanzio, con tutto quel visibilio divino che preparavi, a Rebecca impartivi una sogliola-basica? «Era per il cibo salutare», ride lei. Venanzio, insomma, è tornato. E la storia continua. Da venerdì i tavoli sono imbanditi: e già dal pranzo.
