Colonnata, Venanzio riapre. E parte già la corsa alla prenotazione: «Lasciami un tavolo, vengo su» – La data d’apertura
Il restyling non è ancora finito, ma tanti carraresi hanno già chiamato. La figlia del grande chef: «Tante emozioni e tanti ricordi di mio padre»
CARRARA. Fervono i lavori per un ritorno in grande stile ma il ristorante è ancora chiuso. È invece aperto il book delle prenotazioni dei tavoli: ma non per volontà dei proprietari dell’antica locanda, bensì per il pressing dei clienti che scalpitano per rimettere i tovaglioli sulle ginocchia. Succede a Colonnata e l’insegna mangereccia di cui si parla è “Venanzio”: il Tempio della cucina carrarina e non solo, la culla da cui il lardo-fatto e speziato nelle conche di marmo venne battezzato per il successo mondiale. Qui le pentole torneranno presto a sbuffare sui fornelli: dal 29 marzo, domenica delle Palme. E c’è già chi si è fatto riservare un posto per essere certo di non dover attendere un giorno in più.
Prendo le redini
È emozionata Elisabetta Vannucci, figlia del grande chef Venanzio, è rinfrancata da tanta aspettativa che ripaga il gran daffare. «In tanti – racconta – mi hanno chiamata: “Lasciami un tavolo, voglio venire su appena apri”, mi dicono». Come annunciato a novembre al Tirreno, rientra nel ristorante del padre, scomparso nel gennaio 2023, a 85 anni. La famiglia del patriarca della tradizione culinaria locale torna alla guida dello storica cucina. E lo fa dopo 21 anni: era il 2004 quando il maestro della pietanza – tanto visionario quanto umile – affidò la creatura che porta il suo nome al giovane braccio destro (oggi chef) Alessio Lucchetti che l’ha custodita fino a novembre, per poi decidere di inaugurare un’avventura gastronomica tutta sua in centro-città, l’Eden di via Verdi. E così la maison del gusto di piazzetta Palestro è chiusa dal 3 novembre. Ma è in ristrutturazione.
«Quanto lavoro»
«Spero di farcela per quella data», dice. Poi aggiunge, “caricandosi” un po’: «Ce la farò sicuramente». Farà una gran kermesse per bagnare il nuovo corso del ristorante nel primo giorno di primavera, il 21 marzo: «Mi vergognerò anche un po’– confessa – Se mio padre era “una prima donna”, io sono un po’ timida..», «Poi tengo chiuso una settimana perché voglio fare una grande spesa – spiega – ma con calma. E apro dalla domenica delle Palme». C’è tanto da fare anche se in effetti il locale non sarà snaturato, bensì “rinfrescato, oltreché dotato di nuove attrezzature in cucina. «È faticoso, sì – rivela – ma è anche tutto denso di emozioni: qualunque cosa faccia, arriva il ricordo di mio padre».
Il team
Lo staff è già al completo. In cucina ci sarà Elisabetta con mamma Lena, Lena Guadagni, la regina della pasta fresca di Venanzio, suoi i mitici tordelli; un aiuto-cuoco, una quarta persona di supporto; e un cameriere in sala.
Un assaggio
E veniamo a ciò che tutti vogliono sapere: il menu. Gourmet e buongustai, state sereni: sarà un ritorno alla tradizione. Ci saranno le polpettine di Venanzio che hanno fatto storia; la sua carne in salamoia per cui i palati più esigenti – oltreché quelli vip – partivano da ogni-dove per degustarla; la pasta sarà tutta rigorosamente fresca, fatta in casa; dei ravioli ci saranno le due intramontabili versioni, sia con il pomodoro fresco che con il ragù; e per “rispolverare” il resto, non rimane che salire a Colonnata.
Il tocco
Il locale vestirà di grigio – così ha scelto Elisabetta – e si intonerà con il marmo bardiglio del pavimento – che fu calcato dal jet set del Belpaese, da Liza Minnelli a Lina Wertmuller, da Carlo Verdone a Mario Soldati – e del tovagliato. «Sarà tutto lineare, semplice, perché less is more». E ancora un dettaglio: fuori dal locale, nella piazzetta, ci sarà un dehor, a vetrata. Si dice che il grande Venanzio non fosse mai completamente soddisfatto, “gli” mancava sempre qualcosa da rivedere, da ritoccare. Scommettiamo che questa volta invece lo sarà?
