Massa, rischia l’amputazione in un incidente: dopo 9 operazioni torna in campo. «Avevo visto la “famosa” luce bianca»
Il difensore della Massese Juniores: «Non avevo speranze. C’è una persona che ringrazio davvero col cuore»
MASSA. Un bruttissimo incidente gli ha quasi staccato una gamba. Ora, poco più di due anni dopo, è pronto per tornare a giocare a calcio. Una storia iniziata male ma finita bene quella del giovane giocatore della Massese Juniores, Marco Esposito, coinvolto il 24 febbraio del 2023 in un grave incidente stradale a Capanne di Montignoso mentre si trovava in sella ad una moto assieme ad un amico.
Lui, all’epoca 16enne, e l’amico 17enne, subirono danni molto gravi agli arti inferiori; per Marco, che giocava nella squadra Allievi della Massese guidata da Bruno Giorgi, un colpo durissimo e la possibilità, anzi, praticamente la certezza, di non poter più giocare.
Ora però, le cose sono felicemente diverse come lo stesso Esposito ha raccontato, a partire da quella notte terribile. «Prima dell’impatto con questa macchina – ha ricordato Marco -, ho visto la famosa luce bianca, quella luce che si dice molte persone vedano in queste situazioni vicine alla morte, avvertendo la presenza dei miei nonni che non ci sono più, e di un altro ragazzo di Montignoso morto molto giovane a 14 anni anche lui a causa di un incidente stradale. Poi mi sono risvegliato con un ragazzo che mi teneva la testa e che mi diceva di stare tranquillo. La gamba era praticamente spezzata a metà, staccata quasi del tutto, fortunatamente un amico e un signore, Massimo Ricci, uscito di casa dopo aver sentito l’impatto, mi hanno fermato l’emorragia alla gamba con una cintura salvandomi dal dissanguamento. Sono stato in ospedale due mesi e mezzo e il primo intervento è stato fatto per salvare la gamba, senza pensare all’aspetto estetico. In due anni ho subìto nove interventi, l’ultimo il 18 marzo scorso, dove ho tolto le placche».
Il giovane continua: «Dopo l’incidente, la speranza di tornare a giocare era pari a zero, ma ho reagito e ho voluto dimostrare che si stavano sbagliando. La forza principale me l’ha data la mia ragazza che mi ha spronato così come mio papà e mia mamma, mettendomi a disposizione tutto quello di cui avevo bisogno come i macchinari per la fisioterapia. Poi ci tengo a ringraziare il mio allenatore Bruno Giorgi che quando successe il fatto mi venne a trovare in ospedale dandomi tanta forza. Si è dimostrata una persona fondamentale per me, anche perché mi ha aiutato a crescere anche tecnicamente, facendomi capire il gioco del calcio. Un uomo vero, che mi è stato vicino chiamandomi spesso e dicendomi che se non avessi più potuto giocare mi avrebbe coinvolto facendomi vedere il mondo dell’allenatore».
E ora il lieto fine: Marco, che di ruolo fa il difensore, ha vinto la sua battaglia e nei giorni scorsi ha firmato per la Massese Juniores, ritrovando, appunto, Giorgi come tecnico. «È l’anno del riscatto – ha aggiunto Marco -, quando mi è stato detto dopo una visita specialistica che potevo tornare a giocare, Bruno mi ha chiamato dicendomi che sarebbe tornato alla Massese e se mi interessava. Io gli ho risposto che mi interessava come giocatore e non come allenatore, lui si è mostrato felicissimo e ora siamo tornati assieme. Non bisogna mai darsi per sconfitti, infatti, dopo l’incidente, anche dal letto d’ospedale facevo flessioni e addominali cercando di tenermi in forma. Ora mi aspetta un nuovo inizio».
«Ho sempre creduto in Marco – ha spiegato Giorgi -, gli dicevo di non mollare. Quando la Massese mi ha chiamato l’ho voluto fortemente con me, tra l’altro, il caso vuole che la Massese mi abbia chiamato proprio quando Marco mi ha detto che forse poteva tornare a giocare. È un ragazzo che ha dimostrato che non si deve mollare mai e sono felicissimo che sia di nuovo con me».
