Il Tirreno

Episodio choc

Massa, picchiato con calci, pugni e una bottiglia di vetro

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Sul caso indagano i carabinieri, lo sfogo: «Oggi molti hanno paura perfino a entrare o uscire di casa...»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Lo avrebbero inseguito, poi picchiato con calci, pugni e anche con una bottiglia rotta. Le macchie di sangue sono rimaste lì anche il giorno dopo, a testimonianza dell’accaduto. È quanto successo in via Veneto, a Marina, nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 luglio.

La testimonianza

A raccontarlo è Nicola Baldi, amministratore di condominio che in quella zona ha l’ufficio e che più volte si è fatto portavoce degli appelli dei residenti con anche esposti in prefettura. Baldi ha raccolto le testimonianze dei cittadini che hanno chiamato i carabinieri. «Mi hanno detto che hanno visto un gruppo di giovani inseguire un ragazzo e che lo hanno visto picchiare a sangue. Non è il primo episodio del genere che accade in zona».

La situazione, dice ancora Baldi, «è diventata insostenibile. I residenti sono spaventati, molti non riescono più a uscire di casa, specialmente la sera. Ogni sabato si verificano risse e tensioni crescenti. Per questo i condomìni stanno cercando di correre ai ripari: si stanno dotando di telecamere di sorveglianza e di un presidio di sicurezza con vigilantes che monitorano la zona. Le forze dell’ordine fanno il possibile, ma non possono essere ovunque. Nessuna critica loro, anzi – sottolinea ancora Baldi – carabinieri e polizia intervengono ogni volta che possono. Ma il problema è più ampio e si trascina da anni, peggiorando progressivamente. In passato in questa zona abitavano persone che venivano qui per le vacanze. Oggi molti hanno paura perfino ad entrare o uscire di casa. Sono stati presentati esposti e denunce, ma i residenti sentono che le risposte sono ancora insufficienti». Sul caso adesso indagano i carabinieri.

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030