Il Tirreno

Il lutto

Addio a Claude Mariotti, dalla Francia aveva la “sua” Carrara sempre nel cuore

Addio a Claude Mariotti, dalla Francia aveva la “sua” Carrara sempre nel cuore

Il messaggio dell’amico: «Ricordava delle proprie origini con affetto e grande orgoglio»

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CARRARA. Da Parigi è arrivata una notizia che apre una ferita nel cuore di molti carraresi: se n’è andato Claude Mariotti. Era un bambino quando – da Nazzano – emigrò in Francia con la sua famiglia ma negli anni aveva mantenuto un legame saldo con Carrara, tant’è che la foto che lo ritrae è stata scattata sulla passeggiata del Molo di Marina: in tanto lo ricordano e in tanti sono rimasti addolorati per la sua scomparsa.

La storia di Mariotti è simile a quella di tanti carraresi che – a metà degli anni Cinquanta e Sessanta – hanno scelto di andare via dall’Italia in cerca di lavoro.

Ecco come lo ricorda l’amico Luigi Giovanelli, curatore del gruppo Facebook Salviamo il castello di Moneta, che rammenta anche che Mariotti seguiva le vicende del Borgo e del suo maniero finanche da Oltralpe. «Conosceva la famiglia Dervillé – va indietro nel tempo Giovanelli – Loro avevano un laboratorio di lavorazione del marmo molto importante, in Francia. E Mariotti andò lì. Successivamente, con la famiglia si trasferì in Bretagna, a Pleumeur-Bodou, prendendo anche la cittadinanza francese, ma pur mantenendo le proprie origini con affezione e orgoglio. Aveva il passaporto italo-francese».

Mariotti amava dire che, ogni tanto, aveva bisogno di “aria carrarina”. Così, saliva in aereo partiva, per rientrare a Nazzano, dove aveva ancora dei parenti. Cugino dell’ex-sindaco Alessandro Costa, Claude Mariotti amava la sua città d’origine, tant’è che «nel 2019 – aggiunge Giovanelli – rientrò con la moglie Nadine a Carrara per una protesta contro l’abbattimento di alcuni ponti storici sul Carrione. Rientrò per far sentire la propria voce». Non solo.

Claude Mariotti è venuto in città anche sul finire del 2024, per ammirare la nuova passeggiata del porto. Sette mesi dopo, una malattia l’ha portato con sé, lasciando però il ricordo di un uomo determinato e di carattere, nipote di partigiani e legato profondamente a Carrara.  

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