Il Tirreno

La storia

Salvato un cucciolo di capriolo: non voleva abbandonare il corpo esanime della mamma

di Gabriele Buffoni
Il piccolo animale
Il piccolo animale

Lunigiana, per il piccolo l’idea di abbandonarla sembrava essere inconcepibile, costringendosi quindi a probabili stenti

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AULLA. Spaventato e tremante. In condizioni fisiche complessivamente buone, ma impaurito. E probabilmente ignaro che la madre, morta per cause ancora sconosciute, non avrebbe più potuto provvedere a lui. Un cucciolo di capriolo di appena dieci giorni è stato così ritrovato da una donna residente in località Chiamici, ad Aulla, nel terreno della propria abitazione: vicino al corpo della mamma, una femmina adulta di capriolo deceduta ma senza segni di ferite da arma da fuoco o da investimento. Forse, dunque, per cause del tutto naturali. Ma per il suo piccolo l’idea di abbandonarla sembrava essere inconcepibile, costringendosi quindi a probabili stenti.

Il ritrovamento, del tutto casuale, è avvenuto nella mattinata di giovedì 15 maggio. La proprietaria del terreno ha notato il corpo della femmina adulta accasciato a terra e, avvicinandosi, ha visto il piccolo capriolo al suo fianco. Ha quindi avvertito subito la polizia municipale di Aulla chiedendo alle forze dell’ordine di intervenire. E nel frattempo, notando il tremore del cucciolo dovuto sia alla paura che al suo stato di indebolimento, gli ha portato qualcosa da mangiare affinché riuscisse a nutrirsi in attesa dei soccorsi. L’intervento della polizia locale lunigianese è stato tempestivo: il cucciolo è stato preso in carico dagli agenti, in contatto costante con i servizi competenti per la protezione della fauna selvatica, che hanno messo in sicurezza l’animale e attivato tutte le procedure previste dal protocollo di recupero.

Il cucciolo è stato così trasferito in una struttura specializzata di Barga, in provincia di Lucca, convenzionata con la Regione Toscana e lì ha iniziato a ricevere le cure necessarie, seguito da personale esperto: in questi centri infatti gli esemplari selvatici feriti o in difficoltà vengono accuditi fino al loro possibile reinserimento in natura. Le operazioni (seguite da vicino dal consigliere Alessandro Andellini) si sono così protratte per tutta la giornata di giovedì, ma alla fine il piccolo ungulato è stato portato in salvo e le sue condizioni risultano buone.

Per la padrona del terreno a Chiamici questa non è la prima volta che si trova a soccorrere animali feriti o in difficoltà «ma è il primo caso in cui mi trovo davanti a un cucciolo di capriolo», ammette. In passato si è trattato principalmente di volatili o piccoli animali selvatici. «La salvaguardia della fauna selvatica è una responsabilità collettiva – sottolinea il sindaco di Aulla Roberto Valettini – questo episodio dimostra quanto sia fondamentale che le segnalazioni da parte della cittadinanza incontrino prontezza e competenza nelle risposte operative». L’episodio riaccende anche l’attenzione sulla necessità di una vigilanza costante e di una maggiore consapevolezza sul tema della convivenza tra uomo e fauna selvatica.

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