Il Tirreno

L'incontro

Massa, cinque naufragi in 100 anni: «Il porto apuano non è sicuro»

di Ivan Zambelli

	La nave arenata al pontile di Marina di Massa
La nave arenata al pontile di Marina di Massa

Il legale del Comune: ha fondali che alcune navi non sopportano

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Massa L’incidente della nave Guang Rong è un ulteriore riprova contro l’ampliamento del porto di Marina di Carrara. Ne sono convinte le associazioni ambientaliste che ieri hanno organizzato il convegno a Palazzo Ducale, dedicato proprio al progetto di ampliamento dello scalo carrarese alla luce del naufragio della nave Guang Rong. Il quinto da poco meno di cento anni a questa parte e per questo, si è chiesto l’avvocato Massimo Santella, nuovo legale del Comune di Massa ma intervenuto a titolo personale, «cosa potrebbe accadere con le navi del futuro, magari più grandi? Sarà un porto sicuro quello? ».

No per le associazioni ambientaliste intervenute nel convegno, come Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Comitato Ugo Pisa, Paladini Apuo-Versiliesi. Unica voce fuori dal coro invece il sindaco di Montignoso- e presidente della Provincia – Gianni Lorenzetti, dicendo che contrapporre industria e turismo «è un errore. Può un sistema economico come quello di Massa stare in piedi senza manifattura o senza il porto? ». Certo è che la sua è stata l’unica voce istituzionale ad intervenire sul tema, ed eccezione del vice sindaco di Forte dei Marmi Andrea Mazzoni. Perché grandi assenti alla tavola rotonda moderata dai giornalisti Massimo Braglia e Luca Cecconi erano la sindaca di Carrara Serena Arrighi e il sindaco di Massa Francesco Persiani.

Ad aprire il lavori è il professor Riccardo Canesi, portavoce di Amare Marina. «Nessuno di noi è qui per dire che il porto vada distrutto», premette, «è semmai l’ampliamento a presentare almeno cinque elementi di criticità: esiste un forte dissesto idrogeologico montano, siamo una delle zone più piovose d’Italia». In ciò condiziona anche l’impermeabilizzazione del suolo, il restringimento degli alvei fluviali, l’innalzamento del livello marino e soprattutto l’elemento di criticità è l’erosione della costa, già ben presente e visibile. «Le mie riserve quindi sono ambientali, ma anche economiche. Il 50% delle movimentazioni al porto sono scaglie come quelle sulla Guang Rong. È questo il futuro del porto? Per chi serve un porto in questa maniera? ». E su questo insiste l’avvocato Santella che precisa di intervenire a titolo personale. Santella ricorda i cinque naufragi avvenuti nel corso degli anni fuori dal porto di Marina di Carrara, fino alla Guang Rong. E, con dati sulle profondità del mare e la cartina alla mano, ha riperso tutta la traiettoria della nave, che dopo aver toccato il fondale al largo di Carrara e andata in avaria, per poi centrare il pontile di Marina di Massa. «Ciò insegna che nell’area antistante il porto di Marina di Carrara ci sono fondali che una nave come la Guang Rong non può sopportare. Pensate cosa potrebbe accadere con le navi del futuro, perché l’ampliamento non serve solo alle navi da crociera, ma anche quelle simili alla Guang Rong. Sarà un porto sicuro quello? ». E questo in ottica di sicurezza ambientale. Perché è vero che la Guang Rong non è finita contro gli scogli, diceva Canesi, ma è anche vero che le migliaia di tonnellate di granulato di marmo, aggiunge il comandante dei rimorchiatori di La Spezia Gaetano Vacca, «vengono ancora spazzate dalle onde e finiscono in mare, soffocando l’ambiente marino». «C’è quindi un intero territorio – sottolinea la presidente dei Paladini Apuo-Versiliesi Orietta Colacicco riferendosi ai presenti – interessato dal tema della sicurezza del nostro ambiente. La nostra associazione vive di un’industria, come quella del turismo. E l’ampliamento del porto, con una nuova banchina e il prolungamento della diga foranea, prolungherà il fenomeno dell’erosione a tutta la Versilia. Con 450 metri di prolungamento quanti danni si creeranno? Ambientali, ma anche economici». Ma mettere contro questi due sistemi economici, ribatte infine Gianni Lorenzetti, «è un errore. L’industria turistica è fondamentale, ma sta in piedi l’economia locale senza manifattura? Ho i miei dubbi. Questo è quello che deve fare un buon amministratore: tenere insieme gli interessi collettivi, fare gli approfondimenti quando necessari. Noi come istituzione facciamo la nostra parte ma – dice con un inciso – qui mancano i convitati di pietra, cioè la sindaca di Carrara e il sindaco di Massa. Spetta a loro dire cosa ne pensano, rispetto ad una cosa o l’altra»l

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