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L'annuncio

Massa, il Comune si candida a Capitale della Cultura

di Gabriele Buffoni
Massa, il Comune si candida a Capitale della Cultura<br>

Il passo avanti ufficializzato dal sindaco dal palco del Guglielmi: «Progetto ambizioso da costruire in sinergia con tutta l’area»

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MASSA. La città di Massa si candiderà a Capitale italiana della Cultura per il 2028. L’annuncio è arrivato dal palco del Teatro Guglielmi nel corso della serata di sabato, durante l’evento solidale dedicato alla ricerca scientifica a favore della Fondazione Monasterio e organizzato insieme all’Istituto Valorizzazione Castelli. A dare la notizia è lo stesso sindaco di Massa Francesco Persiani nel suo discorso alla platea.

Non è la prima volta che Massa si fa avanti: già nel 2027 fu infatti avanzata la manifestazione di interesse e Massa rientrò tra le 20 città in lizza, poi però la candidatura non fu perfezionata nei tempi.

Il filo rosso con Guglielmi

La data del 2028 e il luogo dell’annuncio, il Teatro Guglielmi, sono in qualche modo legati. Il compositore apuano Pietro Alessandro Guglielmi è infatti nato a Massa nel 1728. E nel 2028 ricorrerà quindi l’anniversario dei 300 anni dalla sua nascita. È facile intuire quindi come in quello che sarà il progetto che il Comune di Massa – probabilmente aiutato in questo processo in primo luogo dallo stesso Ente Valorizzazione Castelli – la figura di Guglielmi rivestirà un ruolo di primo piano. Per quella che sarà l’offerta che Massa proporrà per concorrere con gli altri Comuni italiani che proporranno la propria candidatura al MiC bisognerà però attendere: per adesso non emergono dettagli, se non che il progetto punterà a essere non limitato al territorio cittadino massese ma all’intera area apuana.

L’occasione perfetta, anche per presentare l’annuncio della candidatura, si è creata solo alla luce della partecipazione all’evento di sabato sera di tanti sindaci del territorio apuano «uniti dalla volontà – ha commentato Persiani sui suoi canali social, dando pubblicamente l’annuncio della candidatura anche online – di costruire insieme un futuro basato di valori condivisi».

Un percorso corale

L’obiettivo con cui il Comune di Massa ha mosso questo primo, fondamentale passo è proprio questo: instaurare un «percorso virtuoso» che porti a unire tutti i centri dell’area vasta apuana (o perlomeno la maggior parte) con un unico obiettivo. Che non è necessariamente conquistare il titolo di Capitale italiana della Cultura – anche se la promessa del premio da un milione di euro per realizzare i progetti culturali presentati fa chiaramente gola – ma appunto creare una macchina organizzativa che punti alla valorizzazione dell’intero territorio.

«Massa ha avviato questo percorso, un progetto ambizioso che intendiamo costruire in sinergia con i Comuni dell’area vasta – commenta lo stesso Ferrari, contattato dal Tirreno – la nostra visione non è quella di una candidatura esclusivamente cittadina ma di un’iniziativa che valorizzi l’intero territorio mettendo in rete patrimoni, risorse ed eccellenze culturali». Già avviato da questo punto di vista il confronto con i sindaci «per condividere idee e costruire insieme un progetto che possa lasciare un’eredità duratura – spiega Persiani – non solo in termini di visibilità ma anche di sviluppo culturale, economico e sociale. La candidatura – prosegue il sindaco di Massa – è un’opportunità per rafforzare l’identità e l’attrattività del nostro territorio e le sue enormi ricchezze naturali, storiche ed enogastronomiche con eventi e iniziative che coinvolgeranno istituzioni, associazioni, imprese e cittadini».

La candidatura a Capitale della Cultura 2028 non è però un progetto di poco conto. Servono investimenti e un impegno costante per i prossimi mesi, fino all’esito (tra circa un anno) della gara, con la decisione presa dalla commissione dello stesso Ministero della Cultura. «Siamo consapevoli – commenta Persiani – che questo percorso non sia semplice e comporti impegno e responsabilità, ed è proprio per questo che vogliamo affrontarlo nel modo più inclusivo possibile. Garantendo trasparenza e partecipazione. Il nostro obiettivo – conclude – non è solo ottenere il titolo ma creare un percorso di crescita che possa avere un impatto territoriale a lungo termine».

Nelle prossime settimane «dettaglieremo passo dopo passo – dichiara primo cittadino – il dialogo avviato con i sindaci e con tutti gli attori del territorio per costruire una candidatura solida, condivisa e capace di rappresentare la meglio le nostre radici e le nostre potenzialità future». Un percorso questo già avviato, dato che Persiani ha nelle ultime ore incassato l’appoggio di alcuni dei sindaci del territorio: tra questi, direttamente dal palco del teatro Guglielmi, quelli del sindaco di Montignoso (e presidente della Provincia) Gianni Lorenzetti che ha annunciato «il massimo sostegno al progetto» e del sindaco di Aulla Roberto Valettini.

Tempi e prime rivali

Scatta quindi il conto alla rovescia. Tra circa un anno il MiC definirà quella che sarà la Capitale italiana della Cultura 2028: è solo di pochi giorni fa infatti la notizia della chiusura della gara per il 2027, anno in cui sarà Pordenone a fregiarsi del titolo (e del milione di uero in palio). La timeline appare già ben definita: entro fine estate dovrà essere presentata la manifestazione di interesse, entro l’autunno la candidatura e infine il progetto da porre al vaglio della giuria.

In questo percorso Massa non sarà sola. In vista del 2028 già Comuni come Forlì-Cesena, Tivoli, Colle Val D’Elsa, Moncalieri e Fiesole hanno avanzato l’intenzione di candidarsi.

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