Il Tirreno

Allarme sicurezza

Carrara, lite tra coinquilini per le spese: i vicini chiamano i carabinieri

di Giovanna Mezzana
Nella foto a sinistra le auto dei carabinieri in via del Plebiscito, a destra (foto d’archivio) controlli della volante della polizia di Stato in centro
Nella foto a sinistra le auto dei carabinieri in via del Plebiscito, a destra (foto d’archivio) controlli della volante della polizia di Stato in centro

Cittadini inquieti dopo i furti ad Avenza ed episodi di degrado in centro-città

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CARRARA. Anche se con toni decisamente accesi, stavano “solo” litigando, ma i vicini di casa – intimoriti dall’idea che l’alterco degenerasse in un corpo a corpo – hanno contattato il 112. Da qui l’arrivo dei carabinieri e anche delle Fiamme gialle “sotto” piazza D’Armi. Tant’è che molti carraresi che abitano in centro-città – nel “triangolo” compreso tra via Chiesa, via Verdi e via del Plebiscito – giovedì sera hanno pensato che fosse accaduto qualcosa di grave. Dal centro storico di Carrara ad Avenza, del resto, i cittadini hanno i nervi a fior di pelle (come si suol dire): scende il livello della sicurezza percepita dopo i tanti furti con spaccate – è stato un mese di gennaio da dimenticare – a attività commerciali e artigianali di Avenza, e dopo episodi sempre più frequenti di degrado del costume e di ubriachezza molesta nel centro storico. Di buono c’è che è stata intensificata – conferma il questore di Massa-Carrara Santi Allegra – l’attività delle pattuglie: significa che ci sono più poliziotti e carabinieri per strada la sera e la notte.

L’alterco

Sono circa le 21, 30 di giovedì – 6 febbraio – quando chi ha le finestre che danno su piazza dell’Accademia, per esempio, vede l’arrivo delle gazzelle dell’Arma. «È successo qualcosa di “grosso” tra via del Plebiscito e vicolo dell’Arancio», dicono i residenti.

Cos’è accaduto?

In effetti poi si scoprirà che si è trattato solo di una lite dai toni particolarmente chiassosi. Siamo in vicolo dell’Arancio – stradina molto stretta, ecco perché in tanti hanno visto le auto dei carabinieri e della guardia di finanza ferme in via del Plebiscito, sotto piazza Gramsci – e due coinquilini stanno litigando per questioni di soldi: probabilmente per la suddivisione delle spese quotidiane.

«Così non va»: la mappa

Quello di giovedì sera è stato un episodio che ha destato, sì, l’attenzione dei residenti ma che non ha provocato conseguenze preoccupanti. Restano «gli ubriachi molesti che ciondolano qua e là fin dal tardo pomeriggio», dice chi abita nel centro-città, tra la centralissima via Roma e la “Carrara-Vecchia”. Resta «il bivacco sugli scalini della chiesa in fondo a via del Plebiscito o anche in Galleria D’Azeglio sul lato che guarda il supermercato Esselunga». Si moltiplicano «i litigi e le risse in piazza del Duomo a tarda sera o nella notte, probabilmente per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti», non hanno ormai peli sulla lingua i carraresi esausti. Molte vetrine del centro-storico – è un fenomeno che non sembra arginabile – si sono spente: chi rimane è considerato eroico e laddove arretrano le abitudini della quotidianità civile può capitare che “altro” prenda spazio e si imponga. «E così c’è chi rincasa alle 17 – aggiunge qualche residente – per non trovarsi per strada al buio».

Avenza e Nazzano

Se dal centro-città ci spostiamo tra Avenza e Nazzano, accende la miccia del timore diffuso la sequela delle incursioni notturne a bar e pasticcerie, sala slot e parrucchieri. C’è però anche una notizia confortante che arriva direttamente dalla Questura apuana.

Più controlli

«Fin dal mese di gennaio, subito dopo le vacanze natalizie, abbiamo intensificato sia l’attività di vigilanza che il pattugliamento nel centro-città e ad Avenza – dice il questore Santi Allegra – in linea con quanto disposto dalla Prefettura», dal prefetto Guido Aprea che presiede il Comitato per l’ordine e la sicurezza; «Abbiamo intensificato l’attività delle volanti nelle ore serali e in quelle notturne in centro-città e ad Avenza – aggiunge – con le risorse del Commissariato per evitare episodi di microcriminalità, come spaccio di sostanze stupefacenti e risse, e anche per contrastare i furti. E continueremo – conclude il questore – In futuro sarà sempre così». 

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