Il Tirreno

Il caso

Cermec, un’ottima notizia: archiviato il concordato

L’amministratore unico Lorenzo Porzano durante una recente iniziativa al Cermec
L’amministratore unico Lorenzo Porzano durante una recente iniziativa al Cermec

La decisione del tribunale conferma il risanamento aziendale

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MASSA CARRARA. Il 2024 si è chiuso con un’ottima notizia per il Cermec, l’azienda comprensoriale dei rifiuti(gli azionisti sono i Comuni di Massa e di Carrara), presieduta da Lorenzo Porenzo: dopo tredici lunghi e complessi anni, il Tribunale ha infatti archiviato la procedura di concordato preventivo. Al di là dei tecnicismi, è intuitivo che la circostanza significa per l’azienda essere finalmente libera da vincoli giudiziari, con tutto ciò che comporta anche sul piano della libertà finanziaria e del valore della stessa società. Un decreto, quello di archiviazione, che arriva proprio a puntino, ovvero nel momento clou in cui si sta definendo il passaggio dell’azienda in RetiAmbiente, il gestore di area vasta. Ed è evidente che una società in concordato preventivo ha un appeal decisamente minore. In tutti questi anni i vari responsabili si sono adoperati per uscire dalle secche della procedura, sempre assistiti da un pool di avvocati che hanno affrontato vari procedimenti complicati fino alla Cassazione, ma ora Lorenzo Porzano può esultare: «Davvero una splendida notizia - racconta - frutto di un lavoro di squadra, ci abbiamo sempre creduto, è stato un risanamento che ci ha impegnato molto ma ora questa decisione ripaga di tanti sacrifici. È una notizia importante anche per tutta la provincia».

Entrando nel merito, il decreto è stato notificato il 31 dicembre, a firma di Giulio Lino Maria Giuntoli, presidente; Alessandro Pellegri giudice relatore e Valentina Prudente giudice.

A presentare istanza di archiviazione era stato il Commissario giudiziale dottor Roberto Marrani, richiesta fatta perché a ottobre 2024 era stata definita con sentenza passata in giudicato (senza ulteriori oneri per la procedura) anche l’ultima delle cause pendenti e che da tempo sono stati eseguiti tutti i pagamenti previsti dalla proposta e dal piano concordatari omologati. Dell’archiviazione resterà traccia ovviamente anche nel Registro delle Imprese competente.

Era il 2011 quando l’azienda intraprese il percorso di una procedura sotto il controllo del tribunale. Lo scopo era quello di superare la crisi finanziaria e scongiurare il rischio fallimento attraverso un accordo con i creditori. In parole semplici, una società, oberata dai debiti, si siede al tavolo con tutti coloro che vantano un credito: assicura il pagamento, ma chiede - per così dire - che sia praticato uno sconto. L'ammontare del debito viene quindi ridotto a garanzia dell'equilibrio finanziario tra entrate e uscite. I debiti accumulati, anche a causa dell’operazione Erre Erre, erano milionari.

La parola decisiva come accennato è arrivata dalla Corte di Cassazione, che a a ottobre ha chiuso definitivamente il contenzioso fra Cermec e Fino1-DoBank-Unicredit: secondo la Suprema Corte, la fideiussione che l’istituto di credito affermava di vantare dalla società pubblica era, fin dall’inizio, nulla e pertanto inefficace. L’azienda nulla deve all’istituto di credito che, nell’ordinanza della Suprema Corte, era stata anche condannata al pagamento a Cermec delle spese legali. Il ricorso presentato da Fino1 era stato dunque respinto, facendo così passare in giudicato la sentenza della Corte d’Appello di Venezia che già aveva accolto le tesi di Cermec e dichiarato la nullità dell’impegno assunto dall’allora direttore generale dell’azienda pubblica. «Il lavoro svolto dai nostri legali, gli avvocati Sergio Menchini, Silvio Crapolicchio e Michele Comastri - aveva commentato a caldo l’amministratore unico, Lorenzo Porzano - è stato straordinario ed evidentemente efficace e li ringrazio per aver portato alla nostra azienda questo importantissimo risultato».

Il contenzioso con Unicredit, prima dell’ordinanza di ottobre, aveva costretto Cermec a iscrivere le somme rivendicate dalla banca nel fondo rischi e la mancanza del giudicato impediva anche la chiusura del Concordato Preventivo, nonostante la fase dell’esdebitazione si fosse conclusa fin dal 2019. «Con questa pronuncia - sottolineava Porzano - siamo oggi in condizione di poter chiudere la procedura concordataria: fatto tanto più importante in questa fase in cui si stanno perfezionando gli atti per il conferimento di Cermec in Retiambiente. Al gestore unico integrato possiamo così consegnare un’azienda "pulita" e risanata e con un valore anche economico rilevante».

Ricevuta la comunicazione dai propri legali, Cermec aveva a immediatamente informato i Soci, gli organi di controllo attuali (Collegio e Revisore), Retiambiente e Ato Rifiuti, ma anche chi nel passato remoto o recente, si era impegnato per questo risultato, primo fra tutti l’ex presidente Ugo Bosetti. «Il vento è cambiato - diceva Porzano a ottobre -. Quando sono arrivato in Cermec c’erano solo cosa negative. La positività e il credere in quello che si fa è importante. E questo risultato non è merito mio, è partito da lontano. Ma adesso l’azienda ha acquisito valore e mi auguro che Reti Ambiente lo tenga in considerazione». Mancava però l’ultima determinante parola, quella del tribunale: arrivata, con timing perfetto, il 31 dicembre 2024: da ieri, 2025, il Cermec può davvero respirare, senza fardelli del passato.

 

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