Il Tirreno

Il malcontento

Marina di Massa, il divieto di balneazione fa arrabbiare i bagni: «In troppi coinvolti per un solo prelievo»

di Ivan Zambelli
Marina di Massa, il divieto di balneazione fa arrabbiare i bagni: «In troppi coinvolti per un solo prelievo»

Bloccato per l'escherichia coli un tratto di spiaggia di oltre mezzo chilometro, con 20 bagni e una spiaggia libera

11 luglio 2024
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Massa Una spiacevole sorpresa per chi ieri si è recato negli stabilimenti balneari compresi tra piazza Bad Kissingen fino alla foce del fosso Magliano: non si può fare il bagno in mare, perché c’è il divieto di balneazione. Il primo della stagione 2024, che riaccende il dibattito su questo genere di controlli e sullo stato di salute del nostro mare.

I balneari all'attacco

Ma ad esprimere preoccupazione su questo divieto, e in generale sullo stato di salute del nostro mare, è la presidente del Consorzio dei Balneari di Massa Itala Tenerani: «Il risultato di queste ultime analisi è frutto del prelievo fatto nella cella Quattro (le celle sono quei tratti di costa compresi tra due filari di scogli, ndr) , a ridosso della foce del Magliano. Riteniamo che chi di dovere debba pensare che in un tratto di costa così ampio sia necessario un secondo punto di prelievo, perché questo risultato coinvolge anche celle che sono a centinaia di metri di distanza dalla foce del Magliano. È un tratto di costa troppo ampio per avere solo un punto di campionamento. È inoltre urgente lavorare per risolvere l’annoso problema del fosso Magliano che ogni volta presenta sempre le stesse criticità e come risultato abbiamo sempre il divieto di balneazione»


Ma la questione ambientale relativamente al mare è molto più complessa, prosegue Tenerani dicendo che «il mare sembra essere sotto “attacco”. Non lo diciamo solo come categoria che lavora grazie a questa preziosa risorsa naturale, ma da cittadini preoccupati per le notizie che stiamo leggendo».Con ciò ricorda il report di Goletta Verde sull’inquinamento dei nostri fiumi causato da impianti di depurazione e fognature non efficienti, l’esaurimento delle risorse ittiche del 2024 dovuto all’eccessivo sfruttamento dei mari, fino alla risposta del ministero dell’Ambiente ad alcune associazioni ambientaliste che certifica come la marmettola stia inquinando i nostri fiumi e quindi il nostro mare. «Siamo consapevoli che siano problemi di gestione che coinvolgano più istituzioni, anche di colore politico diverso, ma non possiamo non far sentire la nostra voce e chiedere che sia prestata maggiore attenzione e che venga assegnata la priorità alla tutela di questa risorsa naturale che dà lavoro, ma che dà soprattutto vita».

L'area interessata dal divieto

L’area interessata riguarda la stazione di rilevamento di Marina di Massa Levante: un tratto di costa di circa 600 metri che va dal bagno Ginevra fino al Giò beach club, per intendersi da piazza Bad Kissingen (esclusa) fino alla foce del fosso Magliano. Ogni mese Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, effettua dei controlli sulla qualità delle acque di balneazione, così da verificare se nell’acqua vi siano o meno batteri nocivi per la salute dell’uomo. Ebbene, in quel tratto di costa dai campioni prelevati lo scorso 8 luglio è emersa un’eccessiva presenza di escherichia coli, pari a 1050 MPN/100ml (quando il limite è 500) . Gli stabilimenti interessati sono poco meno di una ventina: bagno Ginevra, Sirena, Arlecchino, Pupa e Mocambo, Gabry, Anna, Olivetti Synthesis, Helvetia, Fior di Prato, Villa Santa Maria, Maria Consolatrice, spiaggia libera attrezzata Il Fortino, bagno Stefania, Paola, Asilo Immacolata, Orfanotrofio Sacro Cuore, Il Fortino, Giò beach club.

Di conseguenza, ricevuti i risultati delle analisi il sindaco Francesco Persiani ha firmato ieri mattina l’ordinanza di divieto di balneazione, in attesa di nuovi prelievi che dovranno essere effettuati entro 72 ore dal superamento, così da verificare se vi sia il ripristino della normalità. Pertanto, come fanno sapere da Palazzo civico, la revoca dell’ordinanza potrebbe già arrivare in giornata.


 

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