Il Tirreno

Il caso

Design, teschi e Stelle di David: scatta la denuncia per odio razziale

di Giovanna Mezzana
Design, teschi e Stelle di David: scatta la denuncia per odio razziale

È stata presentata al commissariato di polizia dal consigliere Simone Caffaz

27 giugno 2024
4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. E ora c’è una denuncia per istigazione all’odio razziale presentata dal consigliere comunale Simone Caffaz al commissariato di polizia: il che significa che ci sono i presupposti (chi vivrà, vedrà) perché l’episodio al centro della denuncia non vada in soffitta. Parliamo della vicenda che – al netto dei bracci spezzati all’opera di design Alessi, il cavatappi Anna G. – ha animato l’avvio della White Carrara, la mostra di “pezzi” iconici diffusa nel centro, che resterà allestita fino a fine settembre. A mo’ di lugubre messaggio, sono comparsi e ricomparsi teschi in seno a un’installazione: all’opera Exagon, libreria modulare composta di esagoni marmorei in Calacatta, realizzata dal designer Eugenio Biselli per la società lapidea Franchi Umberto Marmi, e esposta di fronte all’Accademia di Belle Arti.

Il duplice episodio

Una mano ignota – perché tale per adesso è rimasta, nonostante ci sia un’ipotesi ufficiosa di chi-ha fatto-cosa – ha poggiato teschi all’interno degli esagoni marmorei. Lunedì 17 giugno molti cittadini hanno notato i teschi, che sono stati subito tolti per l’intervento dell’Amministrazione comunale; martedì 18 giugno, però, erano di nuovo lì: e anche questa volta sono stati eliminati. Per inciso: è noto che quel tratto di marciapiede, dove è esposta l’installazione, non è video-sorvegliato. Da capire resta inoltre se i teschi comparsi la seconda volta siano quelli utilizzati nella prima “protesta”: il che suggerirebbe una “riconsegna” agli autori del gesto.

La lettura di Raimondi

Il Tirreno ha chiesto ragguagli all’Amministrazione civica – Cosa significano quei teschi? Chi li ha messi? – e il direttore artistico della White Carrara 2024, Domenico Raimondi, si è fatto carico di rispondere che «La Exagon è stata utilizzata per un intervento di denuncia inerente conflitti internazionali».

Che significa?

L’entourage di Raimondi ha dettagliato ulteriormente – per esplicitare il significato delle sue parole – che i teschi rappresentano una denuncia pro Palestina. Perché quelle forme esagonali avrebbero suggerito alla mente la Stella di David. Ed è a questo punto che Caffaz ha fatto il suo primo intervento sul tema, dalle pagine del Tirreno di giovedì 20 giugno. Se davvero le celle della libreria-alveare «sono state accolte come Stelle di David», «il riferimento – ha detto Caffaz – non è allo Stato di Israele e alla politica internazionale di esso, ovvero la guerra con la Palestina, bensì identificano gli ebrei»; non siamo di fronte, del resto, a una Stella blu in campo bianco – la bandiera dello Stato – che è l’unico caso in cui la Stella di David rappresenta non l’Ebraismo ma Israele. E quindi, secondo Caffaz, il fatto «è gravissimo» perché «La Stella di David è il simbolo del popolo ebraico – dice – E attribuire a esso valori negativi o responsabilità di azioni militari è antisemitismo puro. Tanto grave da meritare una denuncia a firma di Raimondi». Sollecitando l’Amministrazione Arrighi a dare un cenno, Caffaz ha aggiunto che – se non fosse giunta una denuncia da parte di Raimondi – avrebbe provveduto lui a farla. E così ieri ha fatto. Per altro, dopo Caffaz, il 21 giugno, era intervenuto Adelindo Frulletti, presidente dell’Associazione Amici Italia-Israele, che si era collocato sulla lunghezza d’onda del consigliere.

L’atto

Presentata ieri al commissariato di polizia, la denuncia di Caffaz consta di due “parti”: «La prima – spiega lui – è una denuncia contro ignoti per il reato di istigazione all’odio razziale», sarà poi l’autorità giudiziaria, a cui la denuncia giunge, a configurare l’eventuale reato; «La seconda parte – spiega ancora il consigliere – riguarda l’omissione di denuncia: a mio giudizio, trattandosi di un episodio accaduto in città che connota odio razziale, il Comune avrebbe dovuto denunciarlo. È sempre in tempo a farlo, ma per ora non è accaduto».

Nel dettaglio

Quindi, da una parte «C’è uno degli episodi più gravi di antisemitismo che sia accaduto in città – sintetizza Caffaz – che rammenta metafore ricorrenti, tipiche, del Nazismo: pensiamo alle vignette delle Stelle di David coi teschi, e a Bologna è accaduto proprio qualcosa di simile; e dall’altro – continua Caffaz – c’è il silenzio dell’Amministrazione comunale: la sindaca Serena Arrighi strumentalizza parole per farne casi politici, possibile che per un episodio così grave non dica nulla? Non una parola?». Per il momento dall’Amministrazione Arrighi non arrivano commenti.


 

Primo piano
Il dramma sfiorato

Viareggio, bimbo di due anni rischia di annegare in piscina: salvato dall’intervento della bagnina

di Roy Lepore