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Aziende in crisi

Giuntoli di Montignoso: all’asta complesso aziendale e marchio di gelati e ghiaccioli, ecco le cifre e le date

Giuntoli di Montignoso: all’asta complesso aziendale e marchio di gelati e ghiaccioli, ecco le cifre e le date

La crisi per l’azienda nata nel 1955 era arrivata con il Covid, quando le difficoltà del mercato avevano costretto la società a presentare domanda di concordato preventivo, poi cambiata in domanda di autoliquidazione giudiziale. Dopo l’esercizio provvisorio però è arrivato il fallimento

23 dicembre 2023
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MONTIGNOSO. Ci sono una data e una cifra, per la vendita all’asta del complesso produttivo e del marchio della nota azienda di gelati e ghiaccioli Giuntoli, dichiarata fallita pochi mesi fa. In dettaglio, l’asta telematica si terrà il 19 gennaio 2024 alle 12, con prezzo base di 2.980.000 euro, offerta minima di 2.235.000 euro, valore in aumento in caso di gara di 10.000 euro. Il tipo di vendita è tecnicamente senza incanto, il termine della presentazione della domanda è per il giorno prima, il 18 gennaio 2024 alle 23,59; la vendita sarà in tribunale a Massa, tramite la piattaforma www.garavirtuale.it; come accennato, l’apertura delle buste sarà giovedì 19 gennaio, fra meno di un mese. La modalità di deposito prevede offerte irrevocabili di acquisto esclusivamente in via telematica.

Una svolta quindi per la crisi dell’azienda di gelati, che ha subìto un doppio fallimento, in quanto l’organizzazione aziendale prevedeva che l’immobile fosse di proprietà di una ditta, la Alba srl, mentre i macchinari e l’impresa facevano capo alla Giuntoli sas. Entrambe fallite. Come avevamo scritto la scorsa estate, il collegio dell’ufficio procedure concorsuali e crisi d’impresa (Domenico Provenzano presidente, Alessandro Pellegri giudice relatore, Elisa Pinna giudice) avevano autorizzato l’esercizio provvisorio fino al 31 agosto; la circostanza aveva consentito di mantenere in vita il marchio e di tenere al lavoro non solo i 15 dipendenti ma anche degli stagionali; gli incassi erano stati buoni.

La crisi per l’azienda nata nel 1955 era arrivata con il Covid, quando le difficoltà del mercato avevano costretto la società a presentare domanda di concordato preventivo, poi cambiata in domanda di autoliquidazione giudiziale. Dopo l’esercizio provvisorio però è arrivato il fallimento.

Da mesi si parla dell’interessamento di un’azienda del Nord, che ora avrà modo di concretizzare (oppure anche altre società, perchè no?) questo interesse in un’offerta d’acquisto. Nelle scorse settimane sindacati e dipendenti avevano auspicato che i rispettivi curatori fallimentari dei due rami d’azienda potessero arrivare a definire un percorso congiunto, in modo che all’asta potessero andare contestualmente sia l’immobile che i macchinari e il marchio dell’azienda, molto conosciuto non solo in zona. E in effetti così è stato. Sul sito del tribunale ci sono tutti i dettagli, sullo stato di fatto dei beni di Montignoso in via Nerino Garbuio, la perizia, e le modalità di vendita. I dipendenti diretti sono garantiti dalla Naspi, la "Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego", in sostanza il vecchio assegno di disoccupazione. Se l’asta non andasse deserta, ci sarebbe tutto il tempo per i nuovi proprietari di organizzare la produzione in vista della prossima stagione estiva. Nei momenti migliori, negli anni precedenti al Covid, d’estate in azienda c’erano anche 120 persone. La speranza è che ora, voltando pagina, una realtà così importante possa riprendere a dare lavoro.

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