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Bustarelle in Provincia a Massa-Carrara: attesa per la decisione. I nomi dei coinvolti nel caso "trasporto eccezionali"

In 37 chiedono il patteggiamento. La prossima udienza preliminare è fissata per il 26 settembre


22 giugno 2022 manuela D'Angelo


MASSA. È stata necessaria una delle aule più grandi del tribunale di Massa per iniziare a discutere davanti al gup Dario Berrino le singole posizioni dei 43 indagati nel caso delle “sospette” autorizzazioni ai trasporti eccezionali, su cui ha lavorato la Procura di Massa dal 2021.

Un’ inchiesta che vide arresti, intercettazioni, accuse di “bustarelle” e soprattutto il coinvolgimento di tre dipendenti della Provincia di Massa Carrara, contro i quali l'ente si è costituito parte civile. Una udienza importante e complicata, proprio per il gran numero di indagati, le cui posizioni passeranno da riti alternativi, riti ordinari, e patteggiamenti. E poiché le posizioni di ognuno si intersecano con le altre e il gup non può “anticipare” giudizi, le sentenze dei riti abbreviati, la decisione sui rinvii a giudizio e quella sui patteggiamenti dovranno essere contestuale.

Va da sé che ieri pomeriggio, scoccate le 15 e iniziata l’udienza, gli avvocati già sapevano che il giudice Berrino non avrebbe emesso sentenze in giornata. Il gup ha iniziato a discutere le posizioni dei tre per i quali era stato chiesto l'abbreviato, ovvero Sebastiano Di Maria, Valerio Nizzoli (per il quale il pm ha chiesto l'assoluzione) e Vincenzo Saccomanno. Hanno discusso, invece, l’udienza preliminare Arturo Mostratisi, Gianfranco Bergamini e Furio Piccoli, per il quale il pm ha fatto richiesta di non luogo a procedere. Tutti gli altri hanno chiesto il patteggiamento, il che significa che la maxi inchiesta sulle “mazzette” per accelerare o facilitare le richieste di autorizzazioni per il trasporto eccezionale, di fatto non arriverà mai a processo. Durante l'udienza il pm ha anche modificato i capi di imputazione per i tre dipendenti della Provincia, integrandoli con altri 5 reati, sempre nell’orbita della corruzione. Per questo la Provincia, rappresentata dall’avvocato Lara Balderi, si è riservata di integrare la costituzione di parte civile. L’ente, infatti, sostiene che quel sistema in cui si ipotizza la corruzione, perché qualcuno avrebbe preso bustarelle in cambio del rilascio di autorizzazioni in tempi rapidi e senza oneri, l’abbia leso, e per questo ha chiesto i danni economici e di immagine, formalizzando durante la scorsa udienza una istanza di costituzione di parte civile, accolta dal gip, e in parte già soddisfatta dal versamento di somme di denaro da parte di alcuni degli indagati. Alla prossima udienza, il 26 settembre, il gup dovrà uscire dalla camera di consiglio con le sentenze dei riti abbreviati dei patteggiamenti e la decisione sui rinvii a giudizi per chi ha scelto il rito ordinario.

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