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Il derby blindato

Zona dello stadio chiusa dalla mattina, i commercianti: chiederemo i danni

David De Filippi
Zona dello stadio chiusa dalla mattina, i commercianti: chiederemo i danni

Gli esercenti alle prese con le strade off-limits si preparano a una class-action. «Perdiamo un giorno pieno di lavoro» 

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Carrara. C’è malcontento tra i gestori degli esercizi commerciali attorno allo stadio, per via della chiusura che inibirà le strade attorno alla struttura sportiva fin dalle 9,30 di stamattina, sabato 9 aprile. Un disagio già provato in occasione del Natale e che alla vigilia delle Palme andrà a compromettere gli incassi di alcune attività del circondario. «Già come successo nel periodo di Natale, il 23 dicembre, ci fu una partita della Carrarese, di cui sono peraltro tifosissimo – ha raccontato Franco Carmignani, dell’omonima pasticceria di via Piave – Ora, per le Palme, ci risiamo. Chiudere le strade dove ci sono attività ci penalizza particolarmente. Quello che avevo chiesto a suo tempo, al Comune, era: non si può far giocare al sabato sera o dopo le 6, visto che l’illuminazione allo stadio c’è? Forse ci sono input della Figc o della Lega, ma anche in Serie A si possono trovare degli accordi. Rispettiamo la normativa, ma questa cosa ci crea disagi». Carmignani ricorda di aver già preso parte ad una manifestazione di protesta, per far valere le proprie ragioni, che, se non ascoltate, potrebbero dare origine anche ad un’eventuale richiesta di danni, con una specie di class-action assieme agli altri negozianti. «Ci auguriamo che questa protesta possa arrivare all’attenzione di chi di competenza, anche a più alti livelli – ha concluso l’esercente – Va capito che chiudere la strada alle 9. 30 del mattino, per una partita che ci sarà al pomeriggio, mi leva una giornata di lavoro, senza capire il perché». «Per fortuna, questo sabato saremo chiusi» – è il laconico commento della farmacia dello Stadi.

«I disagi ci sono – hanno spiegato dalla rivendita di materiale elettrico “Martinelli” di via Piave – Noi si vendono forniture elettriche, ma va tenuto conto che attorno ci sono bar, forni e altri negozi, per i quali ci saranno problemi superiori ai nostri. Quello che non si capisce è perché, se la partita c’è al pomeriggio, si debbano chiudere le strade fin dalle 9. 30 del mattino». «Siamo esasperati e stufi – ha spiegato Sara Gervasi, del Ginger Bar – Noi abbiamo un bar di passaggio, con clienti abituali che non potranno transitare fin dal mattino e per ben due ore dopo la fine della partita. Anni fa giocavano prevalentemente di domenica, ma una gara di sabato ci mette in seria difficoltà, visto che è il giorno di maggior lavoro. Oltretutto non potremmo vendere nemmeno gli alcolici sotto i 5 gradi, come alcune birre o aperitivi leggeri. Rinnovo la richiesta, già tentata, di parlare con il Prefetto o con chi di dovere, per trovare soluzioni diverse per il futuro». «Il disagio è che con le strade chiuse i clienti non ci raggiungono – ha sottolineato la parrucchiera Alietta Galvagno – Di fatto, passano solo i residenti e a piedi. Una chiusura del genere, vicino alle festività pasquali rappresenta un danno e dopo una bolletta dell’acqua da 500 euro non ci voleva proprio. Il calcio è bello, ma serve una soluzione, anche perché bloccare un intero quartiere per l’arrivo di qualche decina di tifosi crea prevalentemente delle difficoltà».

«È una cosa ridicola e assurda far perdere la vendita di attività che sopravvivono per una partita che c’è al pomeriggio – ha ribadito Stefano Gemignani del forno del quartiere – Chiudono la strada fin dal mattino e quando non la chiudono, pattugliano le strade che manco in Ucraina. È una cosa vergognosa non far lavorare le persone, coi tempi che corrono e dopo due anni di pandemia. Ma non si riesce a parlare con nessuno per affrontare il problema e risolverlo una volta per tutte». «Ho parlato con la Prefettura, ma non siamo presi in considerazione – ha aggiunto Martina Cantarelli della cartoleria “Scuola e dintorni” – Una partita che è a rischio, andrebbe giocata in altri orari, meno disagevoli. I cartelli esposti, poi, non sono corretti: anziché un divieto di sosta è più un divieto di accesso, perché se mi sbarri la strada, di quello si tratta. Le attività, dopo due anni di crisi pandemica, stavano iniziando a risollevarsi. Il sabato mattina è un giorno in cui si lavora molto, invece chiudono la strada sei ore prima della partita, con un problema aggiuntivo: fermano chi deve passare a piedi, per rincasare o per raggiungere le attività. Ma bollette, tasse e affitto tocca pagarli, con o senza partite. Non solo: in caso di bisogno, anche i mezzi di soccorso faticherebbero a passare, con tutti questi blocchi».

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