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cronaca

Caso Serinper, l’autodifesa in aula di Stefano Benedetti: ecco com’è andata

Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale

Le dichiarazioni del politico indagato al Gup chiamato a decidere sulla sua posizione. «La psicologa la trovai in un bar, a Nadia Bellè chiesi solo di accorciare i tempi del sopralluogo alla struttura» 


02 aprile 2022 Manuela D’Angelo


MASSA. Tra i nomi che finirono nell’inchiesta Serinper, quello di Stefano Benedetti fu uno di quelli che fece più clamore: noto personaggio politico, esponente di Forza Italia, più volte consigliere comunale e, quando scoppiò lo scandalo, presidente del consiglio comunale (come adesso). Benedetti è indagato per traffico di influenze illecite (avrebbe, secondo l’accusa, proposto ai vertici Serinper l’assunzione di alcune persone) e la Procura di Massa per lui ha chiesto il rinvio a giudizio. Giovedì scorso, Benedetti, assistito dall’avvocato Enzo Frediani, ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee davanti al Gup Dario Berrino, chiamato a decidere sulla sua posizione il 26 maggio.

Una dichiarazione che il Tirreno è in grado di riferire: «Conoscevo Enrico Benassi e Alessio Zoppi – ha iniziato Benedetti – ma con il secondo non avevo confidenza. Essendo stato per molti anni membro della Commissione Sociale del Comune di Massa, mi sono sempre interessato delle questioni sociali a tutti i livelli e per quanto riguarda Serimper, pur non avendo avuto particolari e stretti contatti, ho sempre creduto che fosse una bella realtà e soprattutto importante e necessaria per il nostro territorio. Non sono mai entrato in nessuna delle loro strutture – ha continuato – non mi sono mai accordato con loro, e i due solleciti di assunzione sono avvenuti casualmente ed in modo del tutto trasparente. Una delle persone che segnalai fu addirittura assunta soltanto per tre mesi, non gli fu mai rinnovato il contratto e io ne venni a conoscenza dopo circa un anno e solo al momento della notifica dell’avviso di garanzia. Si trattava di una persona che non conoscevo e che avevo visto una sola volta: mi fermò in un bar e mi chiese di trovarle un posto di lavoro come psicologa infantile. Nei giorni precedenti, gli amministratori di Serimper erano stati ricevuti dalla Commissione Sociale del Comune di Massa, dichiarando che stavano per aprire nuove attività sul territorio, ma che non riuscivano a trovare figure professionali, e per questo segnalai la psicologa a Benassi».

«Il nostro dirigente al Sociale – continua Benedetti – non aveva mai presentato esposti o assunto iniziative, o provvedimenti nei confronti delle strutture Serimper presenti nel nostro comune. Venni però a conoscenza che il dirigente si interessava particolarmente delle strutture Serimper presenti fuori dal Comune di Massa, richiedendo e sollecitando continui sopralluoghi e ciò lo ritenevo illegittimo, poiché era una attività estranea al nostro comune, che svolgeva all’interno del proprio ufficio, perdendo tempo utile al lavoro. Per questo motivo mi sono sentito in dovere di intervenire ufficialmente per riportare il Dirigente alle proprie funzioni. Il giorno che andai nel suo ufficio gli dissi che il Comune lo stipendiava già molto bene per svolgere attività in loco, e lo spronai a non a perdere tempo e disperdere energie per altre realtà al di fuori del nostro territorio comunale».

«Alla Dirigente del Comune di Montignoso Nadia Bellè, che conoscevo perché aveva lavorato anche nel nostro comune per diversi anni, chiesi, - prosegue Benedetti - un giorno che la incontrai per caso al supermercato, se era possibile accorciare i tempi del sopralluogo alla struttura Serinper di Montignoso, che aveva la necessità di aprire per mancanza di posti letto nelle altre strutture, cosa che avevo saputo casualmente da Enrico Benassi. Quel giorno fu l'unica volta che ci vedemmo dopo anni. Le chiesi se era possibile effettuare un sopralluogo il prima possibile, una richiesta che ho fatto convintamente. La Bellè mi rispose che in effetti era in estremo ritardo, nonostante i tanti solleciti inoltrati dalla Serimper, e che presto avrebbe effettuato il sopralluogo per verificare se esistevano le condizioni per andare avanti. Per concludere vorrei citare un passaggio fondamentale dell’impianto accusatorio che dimostra l'inesistenza di accordi tra me e la Serimper : “I dirigenti della Cooperativa Zoppi e Benassi sono dell’avviso che Benedetti verrà a bussare più avanti”. Questa è l'espressione usata da Zoppi in una intercettazione. E’ evidente che tra me e i dirigenti della Serimper non c’era stato nessun accordo e nessuna collaborazione, ma solo una conoscenza disinteressata e un rispetto reciproco. D’altronde- conclude Benedetti- all’epoca dei fatti avevo due figli disoccupati e mai e poi mai ho chiesto alla Serimper di assumerli e infatti i miei figli hanno continuato a fare i disoccupati».
 

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