Il Tirreno

Domani il sopralluogo 

Idrovora sul fosso Poveromo, Italia Nostra insiste per il no

Uno scorcio del fosso Poveromo
Uno scorcio del fosso Poveromo

E l’esperto Carlo Milani in un’intervista spiega che l’intervento, molto costoso è inutile per evitare gli allagamenti a monte, dove ci sono tombature

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MASSA. Domani, sabato 2 aprile Italia Nostra in collaborazione con Legambiente organizza una vista guidata al fosso Poveromo. Il ritrovo è alle 15, 30 al ponte sul viale interno. Alle 16,30 presso il bar focacceria Nino, si spiega, saranno illustrate da tecnici le ragioni dell’opposizione al nuovo progetto dell’idrovora, giudicato costosissimo, devastante e inutile.

«Il Consorzio di Bonifica in effetti si ostina a proporre (o meglio imporre) un’idrovora esagerata intervenendo brutalmente nel tratto terminale già adeguato anziché a monte dove esistono tombature inammissibili che insieme alla scarsa manutenzione del reticolo favoriscono gli allagamenti. Sono invitati tutti i cittadini interessati, in particolare gli abitanti di Ronchi Poveromo, amministratori ed esponenti politici», come scrive il presidente Bruno Giampaoli.

All’ingegner Carlo Milani, esperto di idraulica, abbiamo posto alcune domande.

In dettaglio, cosa prevede il progetto dell’idrovora a cui voi vi opponete?

«Per questo progetto, finanziato dal Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Toscana ha nominato il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord come ente attautore. Già nell’aprile 2021 fu presentato dal Consorzio un progetto che prevedeva con 5 milioni di euro la realizzazione di una idrovora sproporzionata sulla spiaggia nonché la cementificazione di parte del fosso. Il progetto fu ritirato in seguito al parere contrario di vari Enti, in particolare quello molto duro del Comune di Massa. Le promesse del Consorzio di elaborare un nuovo progetto con un percorso partecipato si sono rivelate inattendibili in quanto il nuovo progetto, per un importo di 3. 171. 251 euro, continua a prevedere un’idrovora spostata un poco più a monte senza minimamente intervenire là dove si sono verificati realmente gli allagamenti. In poche parole il Consorzio non vuole intervenire sulle tombature inadeguate e /o abusive, e nega addirittura l’esistenza di un reticolo minore, pur intitolandosi l’intervento finanziato “Ripristino del reticolo idraulico minore dell’abitato di Ronchi Poveromo”. Tutte le associazioni ambientaliste ed anche il Comune di Massa in occasione del precedente progetto, si sono opposte a questa soluzione giudicata costosissima, devastante e sostanzialmente inutile. Rispondere alle documentate contestazioni semplicemente spostando l’idrovora appare davvero un segno di arroganza e di scarso rapporto con la realtà del territorio».

Quale soluzione proponete?

«Proponiamo, e lo abbiamo proposto inutilmente più volte al Consorzio, di utilizzare i fondi ministeriali per intervenire in accordo con il Comune di Massa sulle tombature presenti a monte di via delle Macchie e per ripristinare il reticolo idraulico esistente, in particolare potenziando il collegamento già esistente tra il Poveromo e il Magliano dove esiste un’idrovora ben funzionante. Non si comprende per quale ragione questo collegamento denominato Fosso Maestro e già evidente nel Catasto Estense del 1821, non è mai stato preso in considerazione in tutti gli studi idrologici idraulici e nella progettazione pur potendo funzionare. Non siamo contrari pregiudizialmente alla messa in opera di una piccola idrovora con traversa, ben mascherata, da posizionare presso la foce, sì da evitare che le acque marine durante le mareggiate entrino nel Poveromo rialzandone il livello, e proponiamo anche di ripristinare la piccola oasi fociva presente alla foce del Poveromo negli anni’50. Troviamo però del tutto fuori luogo tentare di giustificare l’idrovora come mezzo per abbassare i livelli idrici in modo da evitare il rigurgito di ipotetiche futuribili fognature bianche. Comunque un’idrovora presso la foce nulla potrebbe contro gli allagamenti del tratto più a monte, l’unico non adeguato a causa delle tombature su cui non si vuole intervenire».

Secondo voi le fognature bianche in quella zona non servirebbero?

«Le fognature bianche otterrebbero il risultato di convogliare rapidamente verso il fosso portate di punta che attualmente vengono smaltite molto più lentamente infiltrandosi nel terreno permeabile. L’irragionevolezza di un sistema di fognature bianche in quella zona poco urbanizzata è evidente, e proprio la Regione Toscana e l’Autorità di Bacino Toscana Nord insistono per non realizzare, e addirittura vietare le fognature bianche quando sia possibile scaricare le acque di pioggia per infiltrazione nel terreno così da ricaricare la falda ed evitare l’intrusione salina».

E quanto costerebbe il pompaggio prolungato che graverà come tasse sulle spalle dei cittadini?

«Molto meglio ripristinare il reticolo idraulico esistente»

Secondo voi ci sono ancora i tempi e i modi per evitare l’idrovora così come prevista?

«Attualmente il progetto è all’esame della Valutazione Ambientale Strategica della Regione e dovrebbe essere portato alla vera e propria Valutazione di impatto ambientale. Le associazioni ambientaliste al proposito produrranno osservazioni dettagliate».
 

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