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Sanità

Risonanza ed ecodoppler, si fanno ma a Siena o Grosseto

Chiara Sillicani Donatella Francesconi
Risonanza ed ecodoppler, si fanno ma a Siena o Grosseto

L’odissea di due pazienti apuani per sottoporsi ad alcuni esami diagnostici. Stefano Rossi: così chi può va dal privato e chi non può rinuncia alle cure

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Massa. Sa che – ormai da settimane – le prenotazioni per le risonanze magnetiche all’ombra delle Apuane sono praticamente ferme: mancano i radiologi – spiega l’azienda sanitaria – e i medici disponibili vengono impiegati per far fronte alle urgenze e alle richieste del pronto soccorso. Così quando l’operatrice del centro unico prenotazione, all’ospedale di Massa, gli dice che l’esame può farlo il 12 luglio, Stefano Rossi si sente quasi fortunato. Una sensazione che dura giusto un battito di ciglia perché, comunicata la data, l’operatrice aggiunge pure la sede in cui effettuare l’esame. E non è Massa, neppure Carrara, e neanche a Pontremoli dove del resto una risonanza ad alto campo non c’è. L’esame può essere prenotato tra quasi 4 mesi, ma in quel di Grosseto. Quasi 200 chilometri per una risonanza.

Stupito Stefano Rossi, ma moderatamente perché con le visite “a lunga percorrenza” si è già misurato: «Tre anni fa a mia madre, allora 91enne e operata al femore, fu proposta – racconta – una visita ortopedica all’Isola d’Elba. Allora davvero mi stupii, non solo perché mi domandai come si potesse pensare ad un viaggio del genere per una donna anziana e operata, ma anche perché pensai alla spesa che quel trasferimento in ambulanza avrebbe comportato. Un mese fa per una risonanza ho dovuto raggiungere Livorno e adesso mi si propone Grosseto. Così – conclude Rossi – si spinge il paziente verso il privato perché se al costo del ticket si aggiunge quello del carburante e dell’autostrada, la soluzione privato diventa concorrenziale. Per chi può. Il cittadino che quella spesa non può permettersela, purtroppo non si cura».

Risonanza magnetica a Grosseto, ma anche ecodoopler a Siena.

È il racconto della signora Giordana, che al Tirreno scrive: «Vorrei porre all’attenzione della redazione un’esperienza negativa accadutami in questi giorni. Ho 58 anni e a seguito di un’ipertensione manifestatasi da circa un paio di anni, il medico curante mi ha prescritto – in data 16 febbraio, una serie di esami diagnostici tra cui un ecocolordoppler arterie renali (da effettuare entro dieci giorni), anche a seguito della presenza di proteine nelle urine». Il racconto della cittadina prosegue: «A partire dal 21 febbraio mi sono recata ben tre volte presso il Cup di Via Bassa Tambura senza però riuscire a prenotare perché, così mi è stato risposto, “non c'è disponibilità”».

Nel ripetere l’andirivieni casa-Cup, alla fine – la scorsa settimana – ancora da chi è allo sportello Asl alla signora è stato riferito «che l’unica disponibilità per eseguire l’esame richiesto dal medico sarebbe a Siena fra un mese. Soluzione che non ho preso minimamente in considerazione considerando il costo del ticket più le spese di viaggio».

A questo punto – conclude amaramente la signora Giordana – «mi trovo costretta a rivolgermi al settore privato, carica di frustrazione poiché ancora una volta emerge che la salute non è un diritto ma un privilegio riservato a chi può permettersela».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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