Il Tirreno

Ospedale

Massa, medico allontanato dall'ospedale: i motivi

di Pietro Barghigiani
Massa, medico allontanato dall'ospedale: i motivi

Disposta dall'Asl la sospensione dal servizio per sei mesi: messa a casa una dottoressa che creava disagi in reparto

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Un comportamento che definire strano è un eufemismo. È qualcosa che sconfina nella patologia, ma che in attesa di una conferma definitiva della malattia diventa un elemento di disturbo e pericolo non solo per il personale, quello che va tutelato è anche e soprattutto il paziente.

Problemi in reparto

Con un collega così lavorare diventa un problema. Se poi il posto di lavoro è un ospedale allora il caso va affrontato come ha fatto l’Asl disponendo una sospensione dal servizio per sei mesi nei confronti di una dottoressa che è diventata una scheggia impazzita del reparto (omettiamo la specializzazione per non renderla riconoscibile, ndr) .

Gli episodi

La storia va avanti da tempo. Se le ruvidità tra colleghi possono essere fisiologiche, nel caso del medico si trasformano in una costante battaglia quotidiana.

Liti con il personale, sgarbi verso i pazienti. Disinteresse per le regole di comportamento che in un ospedale, anche di fronte a visitatori e pazienti, evidenziano un’incompatibilità della dottoressa che non è ambientale, ma è tutta interna alla persona che non sa relazionarsi con il prossimo. E se lo fa sceglie il modo più sbagliato.

Non strisciare il badge è una delle tante contestazioni, neanche la più significative, che riempiono il fascicolo a carico del medico sempre più fitto sulla scrivania dell’ufficio procedimenti disciplinari.

La visita

Ora arriva la decisione dell’Azienda sanitaria di firmare un decreto di sospensione dal servizio per la durata massima di sei mesi.

A gennaio la dipendente era stata sottoposta a visita davanti alla commissione medico legale dell’Inps.

«Non idonea»

Il verbale sintetizza le condizioni della donna che sembrarono superare il perimetro del brutto carattere per andare nell’area clinica: «Temporaneamente non idonea al servizio in modo relativo per sei mesi allo svolgimento delle seguenti mansioni del profilo professionale di appartenenza con attività che prevedano contatti con utenza esterna» prevedendo un «necessario approfondimento specialistico psichiatrico».

Lo stop al lavoro

Nelle more dell’accertamento consigliato dalla commissione medico legale, la dottoressa era stata assegnata a mansioni compatibili con il suo temperamento e il contratto di lavoro.

Una scelta che non avrebbe modificato o disinnescato lo standard di problematicità del medico che sembra ignorare le contestazioni di addebito collezionate negli ultimi mesi.

«Va allontanata»

I responsabili degli uffici in cui la dottoressa ha prestato servizio alla fine hanno preso carta e penna e scritto alla direzione generale. Nel descrivere una vicenda complessa e grave hanno messo in guardia l’Azienda dal rischio che gli effetti delle sue escandescenze possano ricadere sui pazienti. E così prima che la situazione potesse degenerare è stata accolta la richiesta «di allontanare la dipendente dal servizio nel suo preminente interesse ed anche per evitare disservizi e soprattutto rischi verso utenti, colleghi e collaboratori nonché discredito nei confronti dell’Azienda». Sei mesi a casa con stipendio ridotto in attesa che una perizia psichiatrica chiarisca se può restare in Asl come medico o passare dalla parte del paziente da curare.l




 

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030