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Capparella, il nipote di Zugarelli sceglie di giocare per il Tau Calcio

di Luca Tronchetti
Capparella, il nipote di Zugarelli sceglie di giocare per il Tau Calcio

Il trequartista romano appassionato di tennis arriva dal Nuova Floridia

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ALTOPASCIO. Ha scelto di fare il percorso inverso di un famoso zio che scelto come calciatore delle giovanili della Roma da Helenio Herrera al primo trasferimento in prestito all’Almas decise di attaccare gli scarpini al chiodo e di passare dai campi di calcio in erba ai campi in terra battuta del foro italico o di altri impianti dove si giocava a tennis. Riccardo Capparella, 22 anni, ha deciso invece di deporre racchette e palline e concentrasi sulla sfera di cuoio. Anche perché non sarebbe stato facile emulare un mito del tennis azzurro vincitore dell’unica Coppa Davis conquistata dall’Italia nella sua storia (1976 in Cile): Antonio «Tonino» Zugarelli: «Sì, il grande campione è il fratello di mia madre. E in casa abbiamo sempre respirato aria di tennis. É il mio secondo sport preferito e quando posso una partita la faccio volentieri. Il mio idolo? Neanche a dirlo, Roger Federer. La sua classe cristallina e il suo stile sono inimitabili. Ho seguito in tv la Davis, ma Berrettini, Sinner, Musetti e Sonego non sono riusciti a emulare i quattro moschettieri azzurri degli anni Settanta».

Capparella debutta in serie C nella Viterbese a 19 anni: «Ricordo ancora la partita al Ceravolo di Catanzaro. Perdemmo 2-0, ma il tecnico Villa mi schierò da titolare. Per me era come toccare il cielo con un dito. Avevo iniziato dalla squadra del mio rione: il Sabazia Calcio. Da lì a poco sono passato all’Urbetevere, uno dei settori giovanili più forti del Lazio (ultimo debuttante in ordine di tempo il terzino della Cremonese, Valeri), e a 16 anni e mezzo alla Viterbese dove sono rimasto tre stagioni prima di essere ceduto alla Nuova Floridia di Ardea». Per il Tau Calcio il suo acquisto è stato un vero e proprio investimento: «Non ero svincolato e il club amaranto attraverso i suoi dirigenti ha dovuto acquistare il mio cartellino. Come sono arrivato in Lucchesia? Sicuramente una parola importante l’hanno spesa i miei “angeli custodi” Vannucci e Cesaretti che la scorsa stagione indossavano la maglia biancorossa del Nuova Floridia. Da trequartista in quota realizzai 14 reti. Sono rinato da quando sono sbarcato al Tau. Ad Ardea, vuoi i cambi di allenatore e vuoi qualche prestazione non all’altezza, rischiavo di perdermi. In questo club ho ritrovato il sorriso e in due partite e mezzo ho realizzato due gol e abbiamo conquistato sette punti. Se domenica riusciamo a imporci anche con l’Orvietana inizia per il Tau un nuovo campionato che può vederci protagonisti nei quartieri alti della classifica. Mi avevano parlato bene del club di Altopascio e ammetto di aver trovato una società super. Non ti fanno mancare nulla e ti consentono di pensare solo ed esclusivamente a giocare: l’ideale per un giovane che vuol crescere e tornare nei professionisti». Nella sua breve carriera ha ricoperto un po’ tutti i ruoli: mediano davanti alla difesa, mezzala, trequartista e nel 3-5-2 di mister Cristiani seconda punta d’attacco. «Mio padre ha giocato nel Tor di Quinto e come lui sono grande tifoso della Lazio. Il mio idolo? Senza dubbio Juan Sebastian Veron. A oggi devo dire grazie a mister Bussone, attuale tecnico del Montespaccato, che ha sempre creduto in me quando giocavo nella Nuova Floridia». Capparella ha anche un piano B: «Mi sono diplomato in economia aziendale e sono fidanzato con Ambra che lavora 12 ore al giorno in un centro estetico a Roma. Se il Tau si salva ci regaleremo una vacanza nella città più bella: Firenze».


 

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