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Lucca

L’episodio

Lucca, tentano il colpo alla gioielleria: ladri messi in fuga dall’allarme – Le parole della titolare

di Gianni Parrini
L'esterno dell'attività
L'esterno dell'attività

Una banda di cinque persone ha preso di mira l’attività di Capannori: pochi minuti dopo sono arrivati anche i carabinieri con tre equipaggi

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CAPANNORI. Hanno tentato il colpo nel cuore della notte, armati di un estintore, di un divaricatore simile a quello utilizzato dai vigili del fuoco e persino di un piede di porco. Erano in cinque e pensavano probabilmente di avere a disposizione qualche minuto in più per sfondare la porta della gioielleria Gianni, in via Cardinale a Capannori, e fare razzia dei preziosi.

Ma il piano è saltato nel giro di pochi istanti: l'allarme è entrato subito in funzione, la vigilanza privata è arrivata nel giro di pochi minuti e poco dopo sono sopraggiunte anche tre pattuglie dei carabinieri. Quando le forze dell'ordine hanno raggiunto il negozio, però, i malviventi erano già riusciti a dileguarsi.

Cos’è successo

Il tentato furto è avvenuto intorno alle 4.10 della notte tra martedì 7 e mercoledì 8 luglio. La banda è arrivata davanti alla gioielleria a bordo di un'unica auto, che, secondo quanto appreso, sarebbe già stata ritrovata dalla polizia. I cinque hanno preso di mira la porta d'ingresso cercando di aprirsi un varco con un pesante estintore e con un divaricatore idraulico, un'attrezzatura in grado di piegare e deformare anche strutture metalliche. L'infisso è stato completamente danneggiato, ma la porta ha resistito e i ladri non sono riusciti a entrare nel locale.

Determinante è stato il sistema di sicurezza. L’allarme ha fatto scattare immediatamente l'intervento della centrale operativa di Metronotte, che ha inviato una pattuglia sul posto. Pochi minuti dopo sono arrivati anche i carabinieri con tre equipaggi, ma la banda aveva già fatto perdere le proprie tracce. Nella fuga i malviventi hanno abbandonato anche parte degli attrezzi utilizzati per il colpo, tra cui un piede di porco, poi sequestrato insieme agli altri strumenti dagli investigatori.

Il racconto della titolare

«Per fortuna non sono riusciti a entrare – racconta Serena Peaquin, titolare della gioielleria insieme al marito Nicola Gianni –. Hanno devastato l'infisso della porta, ma l'allarme è scattato subito. Prima è arrivata Metronotte e poi tre pattuglie dei carabinieri. Purtroppo loro erano già fuggiti». La gioielleria, oltre al punto vendita di Capannori, dispone anche di un negozio a Montecatini. I danni sono comunque consistenti. «Dobbiamo rifare la porta e anche parte dell'impianto d’allarme, che è stato compromesso durante il tentativo di effrazione. Stiamo ancora quantificando l’ammontare del danno», spiega la commerciante.

Le immagini dell'impianto di videosorveglianza potrebbero rivelarsi utili alle indagini. Dalle prime verifiche emerge che ad agire sarebbero state cinque persone; alcuni componenti della banda avevano il volto scoperto, anche se le riprese dovranno essere analizzate in alta definizione per consentire eventuali identificazioni.

Per Serena Peaquin e Nicola Gianni è il primo episodio del genere da quando hanno rilevato l'attività, nel 2016. «Prima del nostro arrivo, al precedente proprietario, era già capitata una spaccata – ricorda la titolare – ma in questi dieci anni non avevamo mai subito un tentativo di furto». Già all'alba sono iniziati i lavori per ripristinare l'ingresso del negozio che ieri ha svolto regolarmente l’attività.

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