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La sentenza

Lucca, morta a 35 anni nell’auto fuori strada: nessuna responsabilità del Comune

di Pietro Barghigiani

	La curva senza protezioni
La curva senza protezioni

La Corte d’Appello annulla la condanna a risarcire i figli della donna

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LUCCA. Nessuna responsabilità del Comune e, quindi, niente risarcimento da pagare agli eredi, per l’incidente mortale in cui perse la vita una donna di 35 anni in via del Tiro a Segno dopo il fuori strada dell’auto guidata dal marito. La tragedia la sera del 19 settembre 2019.

Se in primo grado il Tribunale aveva condannato in solido il conducente e il Comune (per l’assenza di protezione stradali) a versare oltre 600mila euro ai due figli della donna (180mila euro erano già stati anticipati dall’assicurazione, ndr) , in appello il coinvolgimento di Palazzo Orsetti è stato escluso. Il risarcimento ai bimbi di 8 e 11 anni sarà in toto a carico della compagnia assicurativa.

Nella causa civile il Comune si è affidato all’avvocato Geronimo La Russa, figlio di Ignazio, presidente del Senato, e presidente nazionale Aci, con studio legale a Milano. Scrivono i giudici della quarta sezione civile della Corte d’Appello che, «nel caso in esame, poiché l’unica domanda volta ad accertare la corresponsabilità del Comune era stata proposta da (il conducente dell’Opel Zafira, ndr) , che vi ha espressamente rinunciato, non si vede quale domanda potrebbe estendersi agli attori (figli minori, ndr) , che del resto avevano concluso per la condanna dei soli convenuti (conducente e assicurazione, ndr) . D’altro canto, ben avrebbe potuto chiamare lei (l’assicurazione, ndr) in causa il (Comune, ndr) e se non l’ha fatto non può dolersi delle scelte processuali del proprio assicurato».

Al netto dei tecnicismi, il Comune era stato chiamato in causa dal conducente a titolo di corresponsabilità.

Nel corso del primo grado, il guidatore, marito della vittima, aveva rinunciato alla domanda di risarcimento verso il Comune, ma nonostante questa scelta il Tribunale aveva ritenuto la richiesta danni dei figli minorenni estesa lo stesso all’ente locale.

La Corte di Appello ha escluso questa estensione automatica e, quindi, ha riformato la sentenza nella parte in cui affermava la corresponsabilità del Comune, considerata venuta meno la domanda nei suoi confronti.

Tradotto; l’intero danno è a carico del conducente e della società proprietaria dell’auto, e l’assicurazione deve tenere integralmente indenni sia conducente che società.

Il marito della 35enne, che perse la vita nel fuori strada nel 2020, aveva patteggiato per omicidio colposo una pena di 18 mesi con la condizionale.

Dopo l’incidente risultò positivo all’etilometro, mentre la moglie non indossava le cinture e venne proiettata fuori dall’abitacolo. Morì sul colpo. Uno dei due figli aveva le cinture e si salvò.

Nel tempo sono stati almeno una decina i “voli” di auto in quel tratto di strada che dal parco fluviale porta al quartiere di Sant’Anna.

Lo avevano denunciato con forza residenti e utenti occasionali della stradina teatro della tragedia, non più solo sfiorata la sera del 19 settembre del 2019. Dopo qualche giorno il Comune installò dei segnali di pericolo a ridosso della curva.

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