Lucca, il Volto Santo torna a casa
L’opera restaurata ricollocata nel tempietto del Civitali che la custodisce dal 1484
LUCCA. Da venerdì 19 giugno alle 9 inizia il giorno della restituzione del Volto Santo restaurato alla città. L’arcivescovo Paolo Giulietti, presiederà la messa in cattedrale durante la quale impartirà la benedizione, mentre alle 18, 30 si terrà la presentazione al pubblico con il ritorno nel tempietto del Civitali che lo custodisce dal 1484.
Ieri l’anteprima per la stampa con il sindaco Mario Pardini e i responsabili della Soprintendenza che ha seguito il recupero.
Sottoposto per la prima volta ad un restauro (iniziato con la complessa movimentazione e le indagini diagnostiche nel 2022 e terminato nel settembre 2025) , necessario per lo stato di degrado in cui versava l’opera, l’intervento ha portato a numerose scoperte sulla datazione, sulla tecnica costruttiva e sui materiali con cui è stato realizzato il Volto Santo. In particolare, sotto una cromia superficiale scura, presente sulla figura di Cristo e sulla croce a partire dal XVII secolo, è stata ritrovata e portata alla luce la bellissima policromia ancora esistente. Le indagini diagnostiche hanno confermato che si tratta di un’opera del IX secolo e non di una replica successiva di un originale andato perduto. Il Volto Santo di Lucca è dunque uno dei tre crocifissi lignei monumentali più antichi d’occidente. Pur rappresentando tutti e tre un cristo tunicato, il monumentale crocifisso ligneo di Lucca è il meglio conservato e l’unico ad avere gli occhi in pasta vitrea con pupille di color azzurro, realizzati, come scoperto durante il restauro, rifondendo vetri di epoca romana. Occhi così penetranti di cui tutti parlano fin dall’antichità.
Il restauro, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca con uno stanziamento di 600 mila euro, è stato promosso dall’Ente Chiesa Cattedrale di San Martino e diretto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sotto l’Alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Lucca Massa Carrara e Pistoia.
Da domenica, dopo la movimentazione del crocifisso dal Laboratorio di restauro al tempietto del Civitali, in parallelo alle operazioni di allestimento, è stato realizzato un sistema che consentirà di continuare con la tradizionale “vestizione” del Volto Santo per le solennità della Santa Croce con maggiore sicurezza per l’opera: un nuovo aggancio della corona eviterà di scaricare il suo peso sulla sommità della scultura, i manipoli non saranno più fissati alla croce ma ad una apposita struttura, modifiche al sostegno della gonna e una serie di apposite protezioni applicate a collare, gioiello, pendenti e corona consentiranno di evitare attriti sulla pellicola pittorica. Protettore e simbolo identitario della città, il Volto Santo (250 cm di altezza, 270 di larghezza per 40 di profondità e la sua croce 442 x 286 cm) è stato nel Medioevo tra le immagini più celebri e venerate in Italia e in Europa, in quanto creduto ritratto veridico di Cristo, scolpito dopo la sua morte dal discepolo Nicodemo.
Ripercorriamo brevemente le tappe della straordinaria storia del restauro iniziata nel 2020, per la celebrazione dei 950 anni dalla rifondazione della cattedrale lucchese, quando l’Ente Cattedrale di San Martino di Lucca diede incarico all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Firenze (INFN) di eseguire, per la prima volta, delle indagini con il Carbonio 14 su tre campioni del legno di noce, nel quale è intagliato il Volto Santo, e un frammento di tela. Per il Volto Santo ne risultò una clamorosa datazione tra la fine dell’VIII e la fine del IX secolo, confermando che non si trattava di un’opera del XII secolo, replica di un originale più antico andato perduto, come ritenuto fino ad allora. L’anno successivo l’Ente interpellò l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD) per una valutazione sullo stato conservativo dell’opera. Dopo una serie di riflessioni e visto lo stato di degrado della scultura, nel 2022 è stato deciso di sottoporre Il Volto Santo a un restauro di cui allora nessuno avrebbe immaginato i risultati. La direzione dei lavori, affidata al Settore di restauro Sculture lignee policrome dell’Opificio delle Pietre Dure, ha condiviso tutte le decisioni più importanti con il Comitato promotore e il Comitato scientifico. Da gennaio a dicembre 2022, il Volto Santo fu sottoposto alle prime indagini diagnostiche dentro il tempietto. Dopo averlo messo in sicurezza, il 1° dicembre 2022, il crocifisso è stato trasportato dal tempietto al laboratorio di restauro realizzato nel transetto della Cattedrale. Dopo una successiva fase di indagini diagnostiche, nel 2023 è iniziato l’intervento di restauro, eseguito da Francesca Spagnoli, terminato a settembre 2025.
Da allora e fino al 4 maggio 2026 – quando sono iniziate le operazioni propedeutiche allo spostamento del Volto Santo in vista della sua ricollocazione nel Tempietto del Civitali – il monumentale crocifisso è stato visibile nel cantiere di restauro. Il 20 maggio scorso, si sono svolte le operazioni di movimentazione dal Laboratorio al tempietto ed è iniziato l’allestimento interno dello stesso. Durante questo periodo è stato ricollocato il ricco apparato ligneo dorato, che riveste l’interno del tempietto dalla seconda metà del Settecento, lasciando visibile solo la decorazione con candelabri e serafini presente sopra l’arco laterale sinistro (ritrovata testimonianza del tempietto in epoca rinascimentale) , apprezzabile solo da uno scorcio laterale. l
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