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Lucca, stordiscono l’anziano per rubare in casa: via orologi, soldi e documenti

di Pietro Barghigiani
Lucca, stordiscono l’anziano per rubare in casa: via orologi, soldi e documenti

La vittima è Adriano Salotti, padre di Vittorio consigliere regionale di Casa Riformista

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BARGA. «Solo dei miserabili senza dignità possono entrare in casa di un uomo di 84 anni, mentre dorme da solo, per invadere la sua dignità e i ricordi a lui più cari». Vittorio Salotti, consigliere regionale di Casa Riformista, parla da vittima collaterale della piaga dei furti nelle case.

I fatti

Sabato sera il padre Adriano è stato derubato nella sua abitazione in San Pietro in Campo. Un’incursione non isolata. In zona ci sono stati altri tentativi non andati a segno. Un raid che ha visto i carabinieri arrivare sul posto per avviare una serie di controlli e posti di blocco. Al momento senza esito. L’amministratore regionale è una furia. «Forse l’hanno addirittura addormentato con sostanze nocive - aggiunge -. Non siete ladri, siete feccia. Colpire un anziano indifeso nel suo letto non è solo rubare: è essere codardi fino al midollo. Spero solo che vi arrivi addosso tutto quello che meritate. Vergogna».

Il ladro o i ladri sono entrati dal retro dell’abitazione spaccando finestra e porta. In casa hanno girato in varie stanze. Sono andati anche nell’appartamento al piano di sopra dove Salotti è cresciuto e dove c’erano alcuni orologi di modesto valore, ma frutto di regali e carichi di sentimento, e un migliaio di euro in contanti. «Hanno preso il portafogli con i documenti e 300 euro - spiega il consigliere regionale -. La casa era a soqquadro. Il cellulare di papà l’ho trovato in giardino. Lo chiamavo, ma non rispondeva. Poi ho capito il motivo».

Il racconto della notte

Salotti è arrivato a casa del padre verso le 23. Ha trovato l’84enne in uno stato quasi confusionale. «Si è accorto del furto quando si è alzato per andare in bagno - ricorda il figlio -. A quel punto ha visto cosa era successo. Sono arrivato quasi nello stesso momento dopo essere stato a trovare mia madre nella Rsa. Il salotto non l’hanno toccato, ma in camera tra cassettone e comodini si sono mossi parecchio. E mio padre era a pochi centimetri. Mi ha detto che aveva la bocca secca e si sentiva stordito. Lui di solito va a letto verso le 20, è molto abitudinario. Per fortuna non si è accorto di nulla».

La denuncia

Ieri mattina (domenica 3 maggio) i Salotti sono andati dai carabinieri per formalizzare la denuncia di furto. Il bottino passa in secondo piano rispetto alla vicenda nel suo insieme. Lo sfogo del consigliere è senza filtri. «Certe cose quando ti toccano personalmente fanno ancora più male - afferma -. Siamo al senso di impunità che ferisce quasi quanto il furto. So bene come avrei agito se li avessi trovati in casa. E allora una pensa che queste persone sono contente se vengono prese dalle forze dell’ordine. Perché se lo fanno i cittadini è molto peggio. È stata violata una casa in cui sono nato e cresciuto. È una violazione che fa male, oltraggia l’intimità. Chi commette questi reati deve stare in galera. Certezza della pena. Basta essere rilasciati dopo l’arresto».

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