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“Casa a prima vista” torna in Toscana e cerca nuovi alloggi (e acquirenti)

di Redazione Lucca
Gli agenti immobiliari di “Casa a prima vista” a Lucca (nella precedente stagione)
Gli agenti immobiliari di “Casa a prima vista” a Lucca (nella precedente stagione)

La nota trasmissione di Real Time farà di nuovo tappa nella città dell’arborato cerchio

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LUCCA. La città dell’arborato cerchio torna sotto i riflettori di “Casa a prima vista”. Il programma immobiliare di Real Time, ormai fenomeno televisivo con ascolti da prima serata, farà di nuovo tappa in città per la registrazione di nuove puntate dell’edizione toscana, guidata dal trio di agenti Moira, Nico e Matteo.

Non si tratta però di un debutto. Il format era già passato da Lucca nella scorsa stagione, con un paio di puntate che avevano acceso i riflettori sul mercato immobiliare locale e che aveva contribuito a inserire la città nel circuito delle location televisive più appetibili. Un esperimento riuscito, tanto che la produzione ha deciso di tornare sui propri passi — o meglio, tra le Mura — per proseguire il racconto.

Il meccanismo è quello ormai noto al pubblico: proprietari che mettono in vendita la propria casa e potenziali acquirenti accompagnati dagli agenti immobiliari lungo il percorso che porta alla scelta dell’abitazione “giusta”, tra esigenze pratiche, colpi di fulmine e inevitabili compromessi. Un format che mescola intrattenimento e realtà, visto che — come più volte ribadito dalla produzione — le storie e le trattative sono autentiche.

In questi giorni la macchina organizzativa è di nuovo in moto. La casa di produzione Blu Yazmine è alla ricerca sia di immobili da mostrare sia di persone interessate a partecipare alle registrazioni. Le modalità di adesione sono indicate nella card ufficiale diffusa dalla produzione e già pubblicata sui siti e sui canali social dedicati.

Per Lucca si tratta di un ritorno che non passa inosservato. La città, già scelta nella stagione precedente, conferma così il proprio appeal televisivo, capace di unire qualità urbana, varietà del patrimonio abitativo e riconoscibilità scenografica. Un’esposizione mediatica che, come già avvenuto lo scorso anno, potrebbe tradursi anche in una vetrina nazionale per il territorio e per il suo mercato immobiliare.

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