Il Tirreno

Lucca

Servizi

Altopascio, “Casa di Comunità”: sì dell’Asl alla proposta della Misericordia

di Pietro Barghigiani
Altopascio, “Casa di Comunità”: sì dell’Asl alla proposta della Misericordia<br>

Al via il percorso per trovare sede e gestori del centro socio-sanitario

2 MINUTI DI LETTURA





ALTOPASCIO. La propone la Misericordia, l’accoglie l’Asl che si fa promotrice di dare gambe a un progetto socio-sanitario che punta a garantire un servizio primario sul territorio.

È partito l’iter per realizzare una “Casa di Comunità” ad Altopascio. Nell’avviso pubblico dell’azienda sanitaria l’appello è rivolto agli operatori del Terzo Settore che vorranno dare un contributo alla struttura in termini di funzionalità.

Quello che viene avviato è un percorso di co-progettazione finalizzato alla definizione partecipata di attività, servizi e modalità operative connesse all’apertura di una “Casa di Comunità” in Altopascio. Si cercano più enti del Terzo Settore disponibili a far parte del progetto che sarà seguito nella fase della valutazione delle domande da una commissione da nominare a cura della direttrice della Zona Distretto Piana di Lucca, Eluisa Lo Presti.

Con una lettera inviata all’Asl, la Governatrice della Misericordia, Antonella Pistoresi, ha proposto «la costituzione e gestione nel territorio del comune di Altopascio di un centro di servizi sanitari e socio-sanitari che per obiettivi, funzioni e metodologia di lavoro sia nella fattispecie concreta sovrapponibile all’istituto della Casa di Comunità». E lo ha fatto citando l’opportunità della co-progettazione per realizzare il centro socio-sanitario. La Misericordia mette a disposizione a titolo di co-finanziamento della progettualità un immobile destinato a divenire la futura sede del centro; e risorse materiali ed umane, da meglio definire in sede di tavolo di co-progettazione; l’esperienza in ordine alla erogazione dei servizi socio-sanitari e la rete sociale ed operativa costruita sul territorio di riferimento.

La sede non potrà essere quella che ospita la “Medicina di gruppo Altopascio”, associazione di quattro medici e un pediatra che si trova in un immobile di proprietà della Asl in via Giovanni Paolo II.

«Tale immobile tanto per ragioni di non centralità rispetto al contesto urbano, portanti in sé aspetti legati alla raggiungibilità ed all’accessibilità, quanto per ragioni più strettamente correlate al dimensionamento dello stesso non può sopportare l’espansione al suo interno di ulteriori servizi rispetto a quelli già presenti e, quindi, non risulta allo stato luogo ideale per una futura attivazione di un servizio con le caratteristiche proprie di una Casa di Comunità» anticipa l’Asl nella relazione che dà il via al percorsol

Pietro Barghigiani

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030