Il Tirreno

Lucca

Calcio e conti

Lucchese, il futuro in un mese: la data dell’udienza e cosa succede adesso

di Luca Tronchetti
I tifosi rossoneri
I tifosi rossoneri

L’amministratore delegato: «Dall’agosto 2023 non è mai stata pagata l’acqua alla Geal»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il dado è tratto. Con la richiesta di liquidazione giudiziale (la procedura che sostituisce il fallimento finalizzata a liquidare il patrimonio dell'imprenditore) presentata dal sindaco revisore Liban Varetti – la figura professionale deputata a controllare sulla regolarità della gestione – e anche dai giocatori della Lucchese (attraverso l’avvocato dell’Assocalciatori) inizia il countdown verso il quarto fallimento della tormentata storia del secolare club rossonero che il 25 maggio compie 120 anni. Già lunedì 14 aprile sarà fissata la data d’udienza di fronte al giudice delegato ai fallimenti Giorgia Maria Ricotti (che da alcune settimane svolge quel ruolo ad interim dopo che il dottor Carmine Capozzi è stato destinato alla Corte d’Appello di Firenze) che compone la sezione Crisi d’Impresa e d’Insolvenza assieme al presidente Giacomo Lucente e al delegato Giampaolo Fabbrizzi.

La data

Data che sarà comunicata all’attuale amministratore della Lucchese, l’imprenditore aversano Nicola D’Andrea, unico al momento reperibile visti gli sforzi, per adesso vani, del commercialista Varetti di contattare lo Benedetto Mancini, lo “sfortunato” imprenditore «tuttofare» (dal latte in polvere al cemento, ma con un occhio al turismo, specie quello termale) proprietario di “Sanbabila srl”, la società che ha in pancia la Lucchese e che lui ha acquistato alla «cifra record» di un euro con tanto di rogito notarile effettuato il 26 marzo scorso dal dottor Luigi Gallori di Roma dalla Strategic Legal & Tax Advisor Associati srl con sede a Roma e rappresentata da Stefano Sampietro.

Le tempistiche

La legge – in virtù del diritto di difesa del debitore – concede 15 giorni di tempo all’attuale proprietario del club per presentare memorie difensive a sua discolpa, ma soprattutto per fare l’unica cosa che conta: pagare. Immettere liquidità nel motore per evitare il crac. E considerando che il 26 aprile cade di sabato entro il 28 “Sanbabila srl” dovrà rispondere. Tuttavia il 14 aprile sarà nota alle parti la data dell’udienza prefallimentare. Il codice come termine massimo indica 45 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Ma l’impressione è che non verranno superati i 30 giorni: indicativamente tra il 9 e il 16 maggio. Nel frattempo anche il direttore generale rossonero Riccardo Veli è stato informato delle mosse, dovute e doverose in base al codice civile (l’alternativa, decisamente poco dignitosa, sarebbero state le dimissioni), del revisore dei conti della Lucchese.

Il debito presunto

Dalle carte dell’ultimo contratto preliminare sottoscritto da BM Sports & Management srl di Benedetto Mancini la SLT garantisce che la Lucchese ha come passività indicate nell’atto di provenienza pari a 1,6 milioni e che i costi e gli oneri di gestione ancora dovuti e che matureranno sino alla fine della stagione calcistica 2024-25 sono pari a poco più di 1,8 milioni di euro. A questo punto resta da capire cosa intende fare lo stesso amministratore delegato Nicola D’Andrea ex ciclista Elité sotto la gestione del ds Angelo Citracca e compagno di squadra di Giovanni Visconti per tre volte campione d’Italia.

Parla D’Andrea

Raggiunto al telefono l’ex corridore, per due mesi Ad della Juve Caserta di Basket poi non iscritta al campionato, rimanda ogni decisione alla giornata di lunedì: «Ho parlato a lungo con Varetti e valuterò se proseguire o dimettermi. Sono stato coinvolto da Benedetto Mancini che non risponde più nemmeno a me. Ci siamo visti l’ultima volta martedì con il manager Riccardo Fabbro che ha provveduto alla stipula del contratto. Aveva assicurato la copertura di almeno 600mila euro indispensabili per il pagamento di stipendi delle tre mensilità pregresse (novembre, dicembre e gennaio) e per quella di febbraio. E invece non è accaduto nulla. Per i contributi ci avrei pensato io attraverso la composizione fiscale (ci giunge nuova e ci pare molto strano). Adesso dovrò valutare e guardi ho in mano due gruppi che possono far fronte agli stipendi, saldare tutto e andare avanti».

La domanda sorge spontanea: esclude un’altra vendita a terzi? «Non escludo nulla, ma dico soltanto che c’è una pervicace volontà di impedirci qualsiasi operazione. Ci volevano chiudere l’acqua come se noi, che ancora non ci siamo insediati, fossimo responsabili dei mancati pagamenti alla Geal per una cifra vicina ai 100mila euro quando è da agosto 2023 che nessuno ha mosso un dito nei confronti del Gruppo che c’è stato un anno e mezzo. Guardi che la Toscana la conosco bene sono amico del patron dell’Acqua Azzurrina con cui avrei potuto chiudere un accordo commerciale di ben altro spessore. Non sono uno spiantato: sono proprietario di una catena di supermarket (Passione Mediterranea) nel Casertano e di una cartiera a Teverola che produce tovaglioli. Serve una soluzione rapida e condivisibile da tutti altrimenti la Lucchese muore».

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030