Il Tirreno

Lucca

Hollywood in città

Giannotti, il lucchese controfigura da Oscar: «Vi racconto il mio amico Dustin»

di Rossella Lucchesi

	A sinistra Luciano Giannotti sul set con Dustin Hoffman
A sinistra Luciano Giannotti sul set con Dustin Hoffman

Il 70enne pensionato parla dell’esperienza sul set come alter ego di Hoffman

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LUCCA. Ha trascorso una quarantina di giorni sul set, spalmati su circa otto mesi di riprese. Sempre a stretto contatto con il protagonista del film, il premio Oscar Dustin Hoffman e allo staff della produzione, con cui ha condiviso intere giornate e qualche notte, pranzi e cene. Luciano Giannotti assomiglia come una goccia d’acqua al celebre attore americano. Per questo è stato scelto come sua controfigura e ingaggiato per tutta la lavorazione del film, interamente girato a Lucca, la cui uscita nelle sale ancora non è stata decisa. «Un’esperienza fantastica – dice – che mi ha aperto un mondo, catapultandomi in una realtà alla quale mai avrei pensato di approcciarmi. Ciò che ho vissuto sul set, al trucco e parrucco e mentre mi muovevo sulla scena al ciak del regista, resterà per sempre impresso nella mia memoria insieme alle emozioni che ho provato affrontando questa straordinaria avventura».

Tutto è iniziato un giorno di fine ottobre 2023. Luciano, nato il 22 dicembre 1954, originario di Torcigliano, piccola frazione di Camaiore e residente a Monsagrati dopo il matrimonio con la sua Mirella avvenuto nel 1979, insieme a una trentina di colleghi si trovava nella sede della federazione italiana Caccia in via Castracani, dove presta servizio come guardia venatoria da quando è andato in pensione, dopo avere lavorato come impiegato in alcune aziende lucchesi e alla Coldiretti. La riunione viene interrotta dall’arrivo di una funzionaria della produzione del film, incaricata di trovare persone abituate a maneggiare animali sezionati da inserirle in una scena.

Nessuno si fa avanti, finché Luciano si alza e si dirige verso la ragazza, spronando i colleghi a collaborare. Quando se lo trova davanti lo guarda stupita. «Abbiamo bisogno di lei – esclama – sa di essere la fotocopia di Dustin Hoffman? Può dirmi le sue misure, l’altezza e quale numero di scarpe porta?». Incredibile, ma Luciano è alto 1,65 metri come l’attore, ha la sua stessa taglia di abiti e calza il numero 42. «Se accetta sarà la sua controfigura», dice e, dopo avergli scattato qualche foto e chiesto i contatti, se ne va. «Qualche giorno dopo – racconta Luciano – fui convocato dalla redazione nello stabile allestito a San Concordio come magazzino e, dopo un breve colloquio e un veloce provino, ero ufficialmente la controfigura di Dustin Hoffman e avrei vestito i panni di Jacob, lo scrittore americano che nell’ultima parte della vita decide di tornare nella sua città d’origine. Una gioia incontenibile e l’entusiasmo alle stelle – continua – forse anche un po’ d’incoscienza, perché mai fino ad allora avevo fatto qualcosa nel cinema. Figurarsi per un film insieme a una star hollywoodiana».

Adesso bisognava comunicare la notizia alla moglie e ai due figli e vedere come avrebbero reagito. La risposta furono baci e abbracci di incoraggiamento, dai quali traspariva l’orgoglio per l’impresa ormai imminente del congiunto che a giorni avrebbe incontrato il vero Dustin. «Fu nella sede della fondazione Banca del Monte in piazza San Martino – racconta – ero felice e molto emozionato, ma quando Dustin mi venne incontro dicendomi “sei perfetto” l’ansia si sciolse in un sorriso. Sul set si è sempre comportato in modo esemplare: gentile, simpatico, educato e disponibile con tutti. Un vero signore, come non sempre accade con personaggi famosi. Mi sono sentito anch’io una star e oggi gli amici mi chiamano Dustin. In una prossima vita penso che farò l’attore, io che provengo da una famiglia di contadini».

I mesi passano e le riprese volgono al termine, ma Luciano ha voluto immortalare ogni giorno passato sul set scrivendo un diario che spera di pubblicare «Magari - dice - con una prefazione di Dustin Hoffman e in concomitanza con la proiezione del film a Lucca. Sarebbe un simpatico veicolo promozionale per la città e per raccontare l’esperienza cinematografica». l


 

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