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Turismo e strategie

Biglietto unico per monumenti e musei a Lucca: la svolta entro la fine dell’anno

di Michele Masotti
Uno scorcio della torre Guinigi
Uno scorcio della torre Guinigi

L’assessore spiega: «Era una richiesta che da tanti anni gli operatori del settore avevano rivolto a coloro che ci avevano preceduto»

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LUCCA. Rilanciato a fine agosto 2024 il progetto della Lucca Card, un sistema integrato di biglietto unico incentrato sul miglioramento dell’offerta turistica culturale e già da adottato da città quali Bologna, Firenze, Ferrara e Verona, è pronto a compiere il primo passo ufficiale.

Giovedì 27 marzo si terrà, alle 16, nella Sala degli Specchi di palazzo Orsetti un’iniziale tavola rotonda tra gli assessori Mia Pisano (Cultura) e Remo Santini (Turismo) e i rappresentanti dei principali musei del territorio tra cui il Puccini Museum, Palazzo Pfanner, Musei nazionali di Lucca, Francigena Entry Point Museum, Domus Romana e il complesso della cattedrale con lo scopo di illustrare le proposte del piano di sviluppo. Un momento di confronto, che verrà bissato da un successivo con altri operatori del settore come le guide turistiche, utile per tratteggiare le linee guida di uno strumento pronto a essere fruibile non solo dai visitatori ma pure dagli stessi lucchesi entro la fine del 2025.

Dopo vari tentativi andati a vuoto da parte delle precedenti amministrazioni comunali, questa sembra essere la volta buona per far sì che tutte le pedine riescano ad andare a dama. In attesa di vedere definiti i contorni di questa operazione, l’assessore al Turismo Remo Santini spiega i motivi per i quali si è puntato molto sulla realizzazione di questo strumento. «Era una richiesta che da tanti anni gli operatori del settore avevano rivolto a coloro che ci avevano preceduto – dice Santini – Auspichiamo di trovare la massima apertura da parte degli addetti ai lavori. Anzi, siamo pronti ad accogliere i loro eventuali suggerimenti. L’idea sarebbe quella di creare una Lucca Card tramite cui visitare le attrazioni comunali, come Torre Guinigi, Torre delle Ore e l’Orto Botanico, e quelle di natura statale. Oltre ad agevolare il compito dei turisti, questo sarebbe lo strumento adatto per dare il giusto risalto a quei musei magari meno conosciuti. Stiamo valutando se realizzare una card a doppia valenza oppure creare anche dei pacchetti slegati tra loro». Con i prezzi che dovranno essere ancora calibrati, verrà valutata anche l’ipotesi di concedere ai possessori della Lucca Card degli sconti sui mezzi di trasporto pubblico. «Per alzare il livello dell’offerta turistica cittadina, dovevamo fare questo ulteriore salto di qualità – prosegue l’esponente forzista – I benefici ricadranno su tutte le parti in causa coinvolte. Molti nostri concittadini non si faranno perdere l’occasione di addentrarsi magari in quegli angoli meno frequentati ma altrettanti ricchi di storia».

La decisione di realizzare una Lucca Card ha accolto il favore anche di chi, come Gabriele Calabrese, lavora in città come guida turistica dal 1985. «Sin dall’insediamento di questa amministrazione comunale, avevo consigliato loro di creare questo strumento mancante – rivela il presidente di Turislucca – Altre città, come per esempio Ferrara, hanno già sperimentato con successo questa scelta diversi anni fa. Sono estremamente soddisfatto che pure Lucca si doterà di questa misura capace di diventare un traino verso quei musei meno conosciuti dal grande pubblico». Se la città dell’arborato cerchio sta vivendo uno dei suoi momenti di massimo splendore a livello di visibilità internazionale, Calabrese invita alla prudenza e lancia un appello nel salvaguardare la tradizione del centro storico. «Dopo aver raggiunto l’apice, si fa sempre presto anche a scendere – conclude l’esperta guida turistica – Ai turisti piace Lucca perché custodisce, in mezzo alle tante bellezze, quella naturalezza che strega i visitatori. Non bisogna disperdere assolutamente quei valori culturali: se accadesse ciò, sarebbe un grave perdita identitaria per la nostra città». 

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