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La statistica

Arrivano da tutto il mondo per vivere a Capannori: stranieri provenienti da 99 Paesi

di Pietro Barghigiani

	L'ufficio Anagrafe del Comune di Capannori
L'ufficio Anagrafe del Comune di Capannori

La popolazione multietnica sfiora il 10 per cento degli oltre 47mila residenti

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CAPANNORI. A Capannori vivono persone che sono nate in mezzo mondo e rappresentano tutti i continenti. Dal posto più sperduto dell’Africa agli Usa: sono 99 i Paesi di provenienza dei residenti censiti all’anagrafe al 31 dicembre scorso. Un’attrazione multietnica tradotto in numeri. La comunità straniera più popolosa è quella marocchina. Sono 992 i residenti originari del Paese nordafricano.

A ruota ci sono i romeni con 820, gli albanesi con 658, i cingalesi con 628 e i cinesi con 123. In totale gli stranieri che risultano all’anagrafe sono 4569, pari a al 9, 7 per cento della popolazione complessiva che è di 47. 026 abitanti, suddivisi in 23. 228 maschi e 23. 798 femmine.

Lo studio

È la fotografia tra il demografico e lo statistico scattata dal Comune per avere non solo contezza dei numeri degli amministratori, ma anche per programmare interventi sul sociale, i servizi e la gestione dei cimiteri.

La crescita dei residenti è leggera e stabile. I dati evidenziano che Marlia è la frazione più popolosa con 5. 398 abitanti, seguita da Lammari con 5. 281 abitanti e Capannori Centro con 4. 352. Di contro la frazione meno popolata rimane San Pietro a Marcigliano, che conta solo 40 abitanti.

Le frazioni

«La distribuzione della popolazione per frazione fornisce un’indicazione preziosa per la pianificazione e l’allocazione delle risorse – si legge nello studio comunale – . Le frazioni più popolose, come Marlia e Lammari, richiedono una maggiore attenzione in termini di servizi e infrastrutture, mentre quelle meno abitate potrebbero beneficiare di interventi mirati per stimolare la crescita demografica o migliorare le condizioni di vivibilità».

Componenti

Le famiglie con 1 o 2 componenti rappresentano il 56, 4% del totale, mostrando un aumento della prevalenza dei nuclei più piccoli rispetto all’anno precedente. Le famiglie con 3 o 4 componenti costituiscono il 36, 0% del totale, con una lieve riduzione rispetto al 2023 (36, 2%) . Le famiglie con più di 4 componenti rappresentano il 7, 6% del totale, in leggero aumento rispetto al dato del 2023 (7, 4%) .

Età

Al 31 dicembre 2024, l’età media della popolazione del Comune di Capannori è rimasta stabile attorno ai 47 anni, un dato in linea con quello stimato per il 2023. Tuttavia, rispetto al 2023, si registra una leggera diminuzione nella popolazione più giovane (fasce 0-4 anni e 5-9 anni) , suggerendo una lieve riduzione della natalità. Si nota un aumento della popolazione nelle fasce di età più anziane, in particolare tra gli 80 e gli 89 anni, riflettendo un continuo invecchiamento demografico. «La fascia di età 50-54 anni si conferma la più numerosa, seguita dalle fasce 55-59 e 45-49 anni, indicando una concentrazione della popolazione adulta e di mezza età – ancora lo studio -. La popolazione più anziana, in particolare oltre i 70 anni, continua a crescere, aumentando la pressione sui servizi sanitari e sociali locali».

Nati e morti

Il 2024 segna un leggero miglioramento della dinamica demografica rispetto al 2023, con un aumento dei nati vivi e una significativa riduzione dei decessi. Il saldo naturale rimane negativo (249 nascite contro 507 decessi) , evidenziando una tendenza alla diminuzione della popolazione. «Questa situazione richiede politiche mirate a incentivare la natalità e a gestire l’invecchiamento della popolazione» è il segnale lanciato dalla ricerca.

Considerazioni finali

I dati mostrano un progressivo invecchiamento della popolazione, con un aumento significativo della fascia di età superiore ai 65 anni. E in parallelo il tasso di natalità è in calo, con una diminuzione delle nascite nelle famiglie. A crescere sono gli stranieri con un significativo flusso migratorio. «L’analisi ha mostrato che la riduzione della popolazione attiva e l’aumento dei pensionati stanno influenzando il sistema economico, creando sfide per la sostenibilità dei fondi pubblici e dei servizi sociali» è il monito dello studio per gli amministratori.l

Pietro Barghigiani

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