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Lucca, muore nell’incendio in casa: l’autopsia per stabilire se ci fossero altre persone in casa

di Luca Tronchetti
Lucca, muore nell’incendio in casa: l’autopsia per stabilire se ci fossero altre persone in casa

La farà il medico legale per escludere ipotesi traumatiche

12 maggio 2024
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LUCCA. Sarà eseguito presumibilmente martedì l’esame autoptico sul corpo senza vita di Beata Boruszkowska, 63 anni, nata a Varsavia, cittadinanza italiana, deceduta nella sua camera da letto della dependance di villa Mirti in via di Vaccoli con ogni probabilità intossicata dai fumi sprigionati dal rogo innescato dal cortocircuito di una stufetta elettrica alle 3,30 della notte tra giovedì e venerdì. I primi atti, dall’intervento dei vigili del fuoco al sopralluogo della volante e della squadra Mobile della polizia, sono stati trasmessi poco prima delle 13 all’ufficio requirente della procura della Repubblica finendo sul tavolo della segreteria del sostituto procuratore Alberto dello Iacono che ha disposto anche il sequestro dell’abitazione. L’autopsia sarà eseguita dall’anatomopatologo Stefano Pierotti e dovrà escludere, oltre alla presenza di terza persone all’interno della villa, lesioni o ipotesi di natura traumatica capaci di discostarsi dalla probabilità prevalente legata alle esalazioni venefiche della stufetta elettrica. Durante il riscontro diagnostico verranno eseguiti anche i prelievi tossicologici determinanti per chiarire se il decesso possa ricondursi al soffocamento causato da monossido di carbonio _ il cadavere non è stato intaccato dal fuoco e non presenta alcuna bruciatura mentre il fumo era entrato nella camera da letto lasciando le pareti annerite dalla fuliggine _ oppure da altri motivi.

Al momento si tratta di uno scrupolo investigativo, visto che il caso non presenta misteri per dinamica e contesto, suggerito dagli investigatori giunti sul luogo e che hanno effettuato una serie di accertamenti.

Di certo c’è che la signora, a cui era intestata la villa, era conosciuta a San Lorenzo a Vaccoli e dintorni per condurre una vita molto ritirata per via di un’indole estremamente riservata. Da aprile non si vedeva più in giro e i rapporti erano limitati solo al figlio Alessandro Sacchi, 42 anni e a una ristrettissima cerchia dei parenti.

Una condizione di assoluto isolamento che si era aggravata negli ultimi anni quando il Covid aveva costretto le persone a barricarsi in casa per paura del contagio.

Vedova, donna colta, intelligente e amante dei viaggi, residente a Parezzana nel comune di Capannori fino alla metà degli anni Novanta, Beata Boruszkowska aveva vissuto anche a Montecatini al tempo della relazione con un professionista lucchese.


 

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