Il Tirreno

Lucca

Sos alle istituzioni

I Fratres sfrattati dalla sede di Lucca. «A rischio le donazioni del sangue»

L’edificio di via dei Bichi
L’edificio di via dei Bichi

Appello delle quattro associazioni ospitate nell’edificio di via dei Bichi

18 febbraio 2023
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LUCCA. Quattro importanti associazione sfrattate dalla propria sede storica, lanciano un appello alle istituzioni, paventando anche la possibilità della sospensione nelle donazioni del sangue. A farsi portavoce di quanto accaduto è il consiglio territoriale dei Fratres di Lucca e Piana, anche a nome del Club Alpino (sezione di Lucca), dell’Associazione nazionale Alpini e della Federazione nazionale maestri del lavoro.

«L’Unione dei Comuni della Mediavalle del Serchio – spiegano – ci ha comunicato di aver venduto l’immobile che è stato per diversi anni la nostra sede». Si tratta di un edificio in via dei Bichi, che è passato di mano a fine gennaio. Un immobile che nel tempo è stato anche utilizzato come sede e magazzino dal Gruppo speleologico lucchese, dal gruppo di scialpinismo La Focolaccia, dal Gruppo di manutenzione sentieri e dalla scuola di alpinismo, scialpinismo e arrampicata libera del Cai. Quest’ultima, tra l’altro, aveva appena dato inizio a quattro corsi che prevedono le svolgimento delle lezioni teoriche proprio nell’immobile venduto.

«Tutte le associazioni – si legge nella nota dei Fratres – sono attive sul territorio e denunciano la totale assenza di attenzione per il lavoro svolto. È particolarmente stridente il caso del Club alpino che da anni svolge attività di volontariato nella manutenzione dei sentieri, nella difesa e valorizzazione dei territori montanti, nella gestione dei rifugi alpini, proprio nei territori governati dall’ente che ha deciso di metterci alla porta».

Non è andata meglio hai Fratres «che nei locali gestisce e coordina le attività sul territorio di ben 58 gruppi di donatori di sangue, dando loro assistenza nella gestione amministrativa e funzionale, permettendo nel pratico l’invio dei donatori ai centri trasfusionali della Regione. Lo sgombero dei locali, imposto con un così breve lasso di tempo, non solo mette in difficoltà il consiglio territoriale, ma di fatto fa sì che venga interrotto tale servizio, con inimmaginabili conseguenze. Ci si auspica che le autorità locali o il servizio sanitario toscano possano fornire il supporto necessario per reperire una nuova sede in tempi brevissimi: diversamente l’erogazione dei servizi sarà sospesa».

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