Il Tirreno

Lucca

Per la bancarotta di Conte of Florence il giudice assolve tutti gli indagati

Un negozio Conte of Florence storico marchio fiorentino datato 1952
Un negozio Conte of Florence storico marchio fiorentino datato 1952

Nessun colpevole per il crac di 21 milioni dello storico marchio della moda toscana

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LUCCA. Nessun colpevole per il crac di 21 milioni della Conte of Florence Distribution Spa, storico marchio della moda toscana risalente al 1952. Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha assolto con formula piena in abbreviato tutti e quattro gli imputati mentre la posizione di Massimo Tassinari, amministratore unico e legale rappresentante della COF Distribution Spa dal 2015 al 2018 era stata stralciata e giudicata separatamente. In attesa della lettura delle motivazioni della sentenza, la procura della Repubblica, che nelle more dell’indagine su quel fallimento datato 19 giugno 2018 aveva ipotizzato un dissesto iniziato nel 2014 e proseguito con manovre atte ad aggravare il passivo, sta meditando il ricorso in Appello.

Lusini, fine di un incubo L’imputato principe, accusato di bancarotta per distrazione, era Valerio Lusini, 72 anni, originario di Firenze, residente a Sofia e domiciliato a Livorno, ritenuto per le fiamme gialle l’amministratore occulto della Conte of Florence Distribution e gestore di rami aziendali di una serie di società acquistate nel tempo accollandosi i debiti (Tender spa, Fidinterev srl, Distribution srl, Invest di Vanda Amatori & C srl, D&K srl) in una sorta di «fusione inversa». Nei suoi confronti il pm Enrico Corucci, che aveva ereditato il fascicolo, aveva chiesto una condanna a quattro anni. Fondamentale per la decisione del gup – stando al pool difensivo composto dall’avvocato Antonio D’Avirro del foro di Firenze e dai legali Fabrizio Tognato e Matteo Vivoli del foro di Livorno – la consulenza della difesa sulla cessione del marchio alla «Pentacompany» società bulgara che per l’accusa era controllata da Lusini. Stando al consulente, professor Fabio Onesti, il prezzo della cessione fu congruo e non inferiore a quello di mercato come sosteneva l’accusa. Assolto perché il fatto non sussiste anche Francesco Frattini, 54 anni, domiciliato a Livorno, gestore della «Pentacompany». L’accusa aveva chiesto tre anni e per il pm lui e Lusini avevano distratto beni con operazioni che aggravavano il dissesto aziendale come la perdita del marchio e l’alterazione di bilanci. Assolti entrambi anche dall’accusa di autoriciclaggio: per l’accusa avevano impiegato i diritti sull’utilizzo del marchio Conte of Florence, oggetto della distrazione, ostacolando la curatela nel riacquisto del marchio originale in modo da costringere gli organi della procedura ad intentare azioni tese al recupero forzoso del bene. A quel punto avrebbero restituito il marchio pretendendo un credito pari a 1, 3 milioni. Assolte le impiegate Irene Belli, 54 anni, di Firenze e Maria Grossi, 44 anni, di Firenze, accusate di favoreggiamento a favore di Lusini. l

L.T.

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