Veronesi fa sul serio «Serve coraggio per un’altra Lucca»
Il candidato del terzo polo punta su cultura e musica e non nasconde di essersi confrontato con Del Ghingaro
LUCCA. Bisogna cambiare radicalmente questa città e per farlo serve coraggio, altrimenti si rischia di incartarsi, mentre il resto del mondo procede a passi da gigante verso una modernità che per noi è ancora un miraggio. Questo, in sostanza, il messaggio che Alberto Veronesi, candidato per il terzo polo “Lucca sul serio” ha rilanciato nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri sul baluardo San Salvatore.
«Un’altra Lucca è possibile – ha detto – più efficiente e meno schiava del governo fiorentino col quale dovrebbe, sì, collaborare, ma non continuare a essere succube. Lucca deve fare sentire la propria voce e imporre le proprie scelte, svincolandosi dai giochi di potere e diventando più autonoma. Le potenzialità ci sono. Manca il solo coraggio di imporsi. Dopo un decennio di immobilismo, dovuto a un governo locale troppo legato ai vecchi schemi che non ha saputo adeguarsi e forse non si è accorto che in questi due anni il mondo è cambiato radicalmente, credo sia arrivato il momento di darsi una mossa e fare qualcosa di concreto per non far morire la città».
È un fiume in piena il candidato della lista appoggiata da Italia Viva, Azione ed Europa, mentre snocciola il contenuto del suo programma elettorale.
La cultura è uno degli argomenti che affronta con maggior fervore, forte della lunga esperienza come direttore artistico al teatro Puccini di Torre del Lago. Incarico che sarebbe pronto a lasciare se diventasse sindaco.
«Lucca – afferma – ha un potenziale inespresso soprattutto in ambito musicale che rischia di soffocare se non si comincia a pensare in grande. Magari realizzando un grande teatro all’aperto di almeno 2.000 posti che potrebbe trovare giusta collocazione nell’ex mercato ortofrutticolo, con un’orchestra stabile, capace di ospitare ogni tipo di spettacolo e con una particolare attenzione a Giacomo Puccini, al quale dovrebbe essere dato maggiore spazio, come si fa per i ‘grandi».
Secondo Veronesi l’ideale sarebbe la fusione tra le fondazioni di Lucca e Torre del Lago, creando un festival diffuso, capace di attrarre un turismo stanziale.
«La cultura – prosegue – deve alimentarsi con risorse appropriate che potrebbero trovare linfa nell’istituto Boccherini, Imt e Campus, ma deve liberarsi da una gestione burocratica che ha incancrenito anche il teatro del Giglio, umiliato da una direzione artistica burocratica che certo non giova alla cultura».
Veronesi passa quindi in rassegna altri progetti, iniziando dalla Manifattura «che – dice – potrebbe diventare un politecnico delle arti e della musica» ma pensa anche al cambiamento strutturale di Lucca e alla possibile realizzazione di una cittadella della sicurezza che ospiti tutte le forze dell’ordine.
«Mi impegnerò a liberare la Circonvallazione dal traffico pesante e a costruire una città più appetibile dal punto di vista turistico, costruendo parcheggi interrati fuori dalle Mura, oltre a rivedere la gestione dei rifiuti e quella del sociale, uno dei settori più colpiti dalla pandemia e con un occhio di riguardo alle imprese».
Il programma di Veronesi si allarga anche alle frazioni della periferia, dove intende ridare slancio al commercio di vicinato e incentivare l’apertura di attività sollevandole dalla tassa del suolo pubblico. «Faccio appello alle liste civiche che non si riconoscono nella destra e nella sinistra, invitandole al dialogo» conclude Veronesi che non nasconde di essersi confrontato con il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro.
«Un modello di serietà, competenza e professionalità, capace di agire con coraggio e generosità, ma anche un grande amico a cui chiedere consigli preziosi. Mi sembra doveroso farlo con chi ha più esperienza di me».
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