Pane sarà processato per una maxi truffa
L’ex manager della Conte of Florence Distribution spa depositò un assegno taroccato del valore di 10 milioni
Quella copia fotostatica di un assegno circolare da 10 milioni di euro emesso dalla Commerzbank di Berlino datato 30 maggio 2018 stava per trarre in inganno i giudici del tribunale fallimentare. Perché quel denaro doveva servire per la ricapitalizzazione del noto marchio di moda Conte of Florence e per l’ammissione al concordato preventivo. E se nessuno si fosse accorto che l’attestazione di supporto al titolo era falsa, la carta intestata vecchia di 4 anni, non c’era provvista e l’assegno era quindi cabrio, quel marchio famoso in tutto il mondo sarebbe finito nelle mani sbagliate e si sarebbe consumata una gigantesca truffa.
Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Alessandro Trinci ha rinviato a giudizio con l’accusa di truffa Antonino Pane, 64 anni, di Sorrento, molto conosciuto nell’ambiente del calcio e nel 2002 finito al centro di una tentata truffa ai danni dell’allora patron della Sampdoria, Riccardo Garrone. Nel caso di specie Pane si era presentato per l’acquisto della Conte of Florence qualificandosi come consulente della «Global Smart Capital» che sosteneva di essere fiduciaria del colosso dell’E-commerce cinese Ali Baba. E aveva acquistato, per conto della GSC, tutte le azioni della Conte of Florence Distribution dietro la rappresentazione di un’immediata immissione di liquidità pari a 10 milioni. Denaro utile a consentire l’ammissione della COFD al concordato preventivo in continuità. Da lì la bufala della copia fotostatica dell’assegno circolare della Commerzbank. L’udienza è stata fissata in tribunale il 4 dicembre. Il giudice ha invece pronunciato nei confronti di Pane il non luogo a procedere per le accuse di ricettazione e per la violazione dell’articolo 236 della legge fallimentare (simulazione di crediti inesistenti per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo) sostituendo l’imputazione con l’articolo 223 della legge fallimentare (fatti di bancarotta fraudolenta). I vertici di Conte of Florence - che vedono amministratore delegato Carlo De Carolis e curatore Riccardo Della Santina - e che sono parte lesa nel processo assistiti dall’avvocato Carlo Di Bugno sono pronti ad impugnare la decisione del giudice relativamente al reato di ricettazione.
Assieme a Pane erano indagati per la stessa vincenda altre tre persone: Johannes Petrus Roux, 50 anni, mediano di mischia sudafricano che nel 1995 vinse con la nazionale i mondiali di rugby; Giuseppe Santo Gattuso, 44 anni, di Reggio Calabria e Calogero Zarcaro, 60 anni, nato a Vercelli. Il primo in veste di presidente del consiglio di amministrazione della Global Smart Capital, società con sede legale ad Hong Kong, gli altri due ritenuti compartecipi di Pane nell’ipotesi di ricettazione.
I legali dei tre indagati hanno aderito all’astensione delle camere penali in programma nella giornata di ieri costringendo il giudice dell’udienza preliminare a stralciare la loro posizione e a fissare una nuova udienza in cui verranno discusse le loro eventuali responsabilità. —
