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Da Coppi alla morte cerebrale, la tragedia di un gregario

Da Coppi alla morte cerebrale, la tragedia di un gregario

Mauro Gianneschi, lo "Scoiattolo di Ponte Buggianese", correva con i miti del ciclismo. Un pirata della strada lo ha investito con lo scooter: è senza speranza

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ALTOPASCIO. Lo «Scoiattolo» non ce l’ha fatta a tagliare il traguardo della vita. Troppo gravi le lesioni craniche e troppo esteso quell’ematoma formatosi dopo la caduta sull’asfalto senza difesa per colpa di quel pirata della strada che lo ha investito con lo scooter mentre attraversava la strada senza neanche fermarsi a soccorrerlo.
I medici della neurochirurgia dell’ospedale di Cisanello hanno dichiarato la morte cerebrale per Mauro Ruffo Gianneschi, 84 anni e mezzo, ex corridore professionista ai tempi di Coppi e Bartali e nella tarda serata di sabato 23 gennaio sono iniziate le procedure per dichiararne il decesso.

Le indagini della polizia municipale di Altopascio vanno avanti senza sosta per cercare di individuare quel giovane pirata della strada che la procura di Lucca iscriverà nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso. Al momento però l’imputazione è a carico di ignoti. La testimone che aveva visto l’incidente non è stata in grado di confermare il tipo di scooter che ha travolto lo «Scoiattolo» e le telecamere nella zona non hanno la nitidezza necessaria per capire con certezza il modello. Servirebbe un gesto di civiltà e di umanità da parte di chi giovedì sera ha investito l’anziano pedone. Lunedì le indagini proseguiranno e la polizia municipale sentirà anche alcuni automobilisti transitati sulla via provinciale Romana.

Gianneschi, 84 anni, corridore professionista ai tempi di Coppi e Bartali, abitava con la famiglia in località Chimenti di Spianate a poche centinaia di metri dal luogo del tragico investimento. Nel 1954 tagliò per primo il traguardo in un tappa del giro d’Italia che partiva da Cesenatico e arrivava all’Abetone. Gianneschi, per amici e avversari era lo «Scoiattolo» per il suo modo singolare di andare in bicicletta e di arrampicarsi su per le salite più impervie percorrendo strade polverose e acciottolate.


L’ex corridore era nato il 3 agosto del 1931 a Castelfranco di Sotto, ma si era trasferito giovanissimo a Ponte Buggianese. Corse nei professionisti tra il 1954 e il 1959. Fra i piazzamenti di maggior rilievo un quarto posto alla Milano-Sanremo del 1955 e un undicesimo posto ai campionati del Mondo di Lugano quando, chiamato da Binda come gregario, aiutò Coppi nella conquista del titolo iridato.

Da dilettante aveva corso anche con l'SS Assi di Firenze in squadra con il lucchese Polo Bernardini vincendo, nel 1951, il Gran Premio Città di Camaiore. Nel 1953 vinse anche il gran premio di Ginevra e la Coppa Bursi.

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