Lucca, scritte razziste al campo della Trebesto
La società: “Invocano la remigrazione, la giunta in silenzio”
LUCCA. Concluso il “Mundialito Antirazzista”, una iniziativa dedicata al calcio che ha visto sfidarsi 13 squadre in rappresentanza di Paesi di tutto il mondo.
Il torneo è stato un importante momento di socialità, sport popolare, sport non competitivo ma soprattutto è stata un'occasione per ribadire che nel calcio non c'è spazio per razzisti e fascisti. La bella giornata ha però avuto un finale amaro: nella notte sono comparse ancora una volta nuove scritte sui muri dell’impianto sportivo di Sorbano del Giudice.
La Calcistica Popolare Trebesto denuncia: “Nelle innumerevoli volte in cui abbiamo assistito a episodi simili ci siamo postə sempre le stesse domande: come tutelarci? Saranno ragazzini? Saranno tifoserie organizzate? Quello di cui siamo certə è che ormai importa poco sapere chi abbia impugnato la bomboletta. Queste azioni sono il prodotto del clima politico che si respira a Lucca e in tutto il Paese, un clima che normalizza l'odio, legittima linguaggi razzisti e rende sempre più accettabili idee violente come la remigrazione. Sono anche il riflesso di un'amministrazione comunale che a quel clima non ha mai preso realmente le distanze, e che anzi che accoglie volentieri personaggi come Vannacci negli spazi comunali. La giunta pur essendo perfettamente a conoscenza dei ripetuti episodi intimidatori avvenuti in un impianto sportivo comunale dato in concessione, non ha mai espresso una parola di solidarietà, non ha mai condannato pubblicamente questi fatti e non ha mai mostrato un reale interesse nel comprenderne le cause o contrastarle. Allora una domanda la rivolgiamo direttamente al Comune di Lucca: perché questo silenzio? Perché non avete mai sentito il bisogno di schierarvi pubblicamente al fianco di chi, da anni, promuove uno sport popolare, inclusivo, antifascista e antirazzista? Le istituzioni hanno il dovere e la responsabilità di prendere posizione, perchè quando il silenzio si ripete, episodio dopo episodio, è inevitabile chiedersi se è solo indifferenza o anche complicità. Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: costruire uno spazio aperto, popolare, antifascista e antirazzista. I valori che difendiamo, restano”.
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