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Livorno, commerciante sparito nel nulla con i risparmi di decine di clienti: «Che fine hanno fatto i nostri soldi?»

di Martina Trivigno

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(foto di repertorio)

Investiva i loro soldi garantendo guadagni elevati in tempi brevi: una trentina di livornesi si è radunata davanti alla sede di lavoro abituale dell’uomo per chiedere chiarimenti, perché da giorni sarebbe irreperibile al telefono

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LIVORNO. «Se n’è andato con i nostri risparmi». È la paura, prima ancora che la rabbia, a tenere insieme le storie di decine di livornesi che ora si ritrovano con una domanda difficile da mettere a tacere: «Che fine hanno fatto i nostri soldi?». E soprattutto: «Dov’è finito l’uomo al quale erano stati affidati?». È un commerciante livornese, con diverse attività in provincia di Livorno, il “fantasma” invocato in queste ore. Il motivo? Da giorni sarebbe irreperibile: il telefono non riceve risposta e i tentativi di contatto cadono nel vuoto. Un’assenza che, con il passare delle ore, ha trasformato i sospetti in un timore sempre più insistente: quello di aver perso il proprio capitale. In totale, centinaia di migliaia di euro.

«Come funzionava»

A rendere ancora più delicata la situazione sono le modalità con cui, secondo i racconti dei clienti, sarebbero stati proposti gli investimenti: l’uomo avrebbe fatto leva soprattutto sulla fiducia, in pratica sul rapporto costruito nel tempo attraverso la sua attività e sulla conoscenza diretta di chi gli si rivolgeva. A fare il resto, poi, le prospettive particolarmente allettanti: rendimenti elevati, tempi relativamente brevi e guadagni che, stando a quanto riferito, avrebbero potuto raggiungere anche il 30 per cento nell’arco di un anno. Insomma, una promessa che avrebbe convinto diverse persone ad affidargli somme anche consistenti.

E inizialmente, almeno per alcuni, sarebbero arrivati anche gli interessi. Un particolare che avrebbe contribuito a consolidare la fiducia e a far apparire l’operazione come un investimento capace di mantenere le promesse. Ma il capitale, o almeno una parte consistente di esso, sarebbe rimasto nelle mani del commerciante. Finché sono iniziate le prime richieste di restituzione.

I risparmi

Non necessariamente perché fosse venuta meno la fiducia, ma perché quei soldi servivano: c’era chi aveva in programma di comprare una casa o cambiare l’auto, chi doveva sostenere una spesa importante e chi voleva semplicemente tornare in possesso dei propri risparmi. Il denaro, del resto, era stato affidato con la convinzione di poterlo recuperare. Ed è proprio quando alcuni clienti avrebbero chiesto di rientrare del capitale che sarebbero emerse le prime difficoltà. Poi, negli ultimi giorni, il silenzio. Nessuna risposta, nessuna spiegazione. E il commerciante che, almeno per chi lo sta cercando, sembra essersi volatilizzato.

Il raduno dei clienti

Così ieri mattina – sabato 7 novembre 2026 – una trentina di clienti si è ritrovata davanti alla sede di lavoro abituale dell’uomo. Non un appuntamento organizzato, ma un incontro nato quasi spontaneamente, alimentato dal passaparola e dalle conversazioni nelle chat. Persone arrivate alla spicciolata, con la speranza di trovare qualcuno in grado di spiegare che cosa stia succedendo. E soprattutto di capire se la propria sia una vicenda isolata oppure se ci siano molti altri nella stessa situazione.

I racconti si sono intrecciati, le cifre sono emerse una dopo l’altra. «Gli ho dato 30mila euro», racconta un livornese. Poco distante, un altro invita a passare dalle parole ai fatti: «Dobbiamo denunciare, rivolgiamoci a un avvocato». Il clima è nervoso, la tensione palpabile: c’è chi è arrabbiato, chi è incredulo, chi cerca ancora di convincersi che possa esserci una spiegazione e che l’uomo si faccia vivo da un momento all’altro.

Le domande

Ma gli interrogativi sono tanti e, al momento, restano senza risposta. Come venivano formalizzati questi investimenti? I clienti firmavano contratti veri e propri oppure semplici scritture private? Le somme venivano consegnate in contanti o trasferite attraverso bonifici? Venivano rilasciate ricevute per il denaro affidato e per gli interessi maturati? Elementi tutt’altro che secondari, che potrebbero rivelarsi fondamentali per ricostruire l’intera vicenda, capire la destinazione delle somme e accertare eventuali responsabilità.

Per molti, adesso, la strada da seguire è quella di rivolgersi a un legale e presentare denuncia alle autorità, così da tutelarsi e contribuire a fare chiarezza perché dietro quei soldi non ci sono soltanto cifre, ma progetti, sacrifici e anni di lavoro. E per chi li ha affidati, il pensiero più difficile da accettare è che possano essere spariti insieme al commerciante.

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