Il Tirreno

Livorno

L’analisi

Terremoto in Toscana, la scossa a Livorno e il possibile legame col disastro del 1846: «Ecco perché si è sentita così bene»

di Redazione web

	L'epicentro del terremoto a Livorno 
◗
L'epicentro del terremoto a Livorno 

Il punto di vista di Aldo Piombino, appassionato di scienze della terra e ambiente

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La scossa di terremoto registrata venerdì 9 ottobre al largo della costa livornese continua a far discutere e a suscitare domande tra cittadini e appassionati. A fare chiarezza è Aldo Piombino, blogger e divulgatore appassionato di scienze della terra e ambiente, che ha pubblicato una dettagliata analisi sul gruppo Facebook “METEO GRUPPO”, una delle community online di riferimento per gli appassionati di meteo e fenomeni naturali. Nel suo intervento, Piombino affronta alcuni aspetti tecnici relativi all’evento sismico e al contesto geologico della costa livornese, invitando anche alla prudenza nelle interpretazioni e ricordando che l’area compresa tra Livorno e Cecina presenta una sismicità nota agli studiosi.

Le due scosse non sono collegate

Secondo l’analisi pubblicata sul social network, il terremoto delle 12,38 davanti a Chioma non avrebbe alcun legame con la scossa registrata in mattinata in mare, davanti alla foce dell’Arno. «Innanzitutto la scossa registrata nella mattina del 9 ottobre in mare davanti alla foce dell’Arno alle 9.23 non ha nessuna relazione con quella delle 12.38 magnitufo 3.3 davanti a Chioma. Quella scossa fa parte di una sequenza iniziata il 13 agosto che quindi da 2 mesi produce ogni tanto qualche scossa».

La replica dopo venti minuti

Piombino evidenzia inoltre come al terremoto principale sia seguita una replica circa venti minuti più tardi. «La scossa delle 12.38 è stata seguita da una replica, si chiamano repliche o aftershocks, non scosse di assestamento, venti minuti dopo con M 2.1». Un chiarimento terminologico che l’esperto ritiene importante, distinguendo il concetto scientifico di “replica” dall’espressione, molto diffusa nel linguaggio comune, di “scossa di assestamento”.

Un terremoto superficiale e ben avvertito

Uno degli elementi che avrebbe contribuito alla percezione del sisma da parte della popolazione è la limitata profondità dell’evento. «L’epicentro è stato molto superficiale, per cui in zona il terremoto si è sentito parecchio, fino al IV grado della Scala Mercalli, come vedete nell'immagine». Un dato che spiega perché numerose segnalazioni siano arrivate da diversi comuni della fascia costiera, nonostante la magnitudo relativamente contenuta del terremoto.

Il precedente delle Colline Pisane

Nel suo approfondimento, Piombino richiama poi il principale evento sismico storico dell’area. «Tutta l’area fra la piattaforma continentale tra Livorno e Cecina presenta una certa sismicità: non frequentissima ma insomma ogni tanto una scossetta la fa. Nell'entroterra ce n'è meno ma non dobbiamo dimenticare il terremoto delle Colline Pisane del 1846 che ha la “non simpatica” caratteristica di essere l’unico terremoto della parte peninsulare italiana a magnitudo 6.0 e oltre che si è verificato fuori dall'asse appenninico. Il terremoto, oltre a quasi 100 morti, se fosse successo la nottte sarebbe stato una strage, provocò forti danni tra Orciano e Montescudaio». Si tratta di un riferimento storico particolarmente importante per gli studiosi della sismicità locale, poiché il sisma del 1846 rappresenta ancora oggi uno degli eventi più rilevanti avvenuti lontano dalla dorsale appenninica.

Gli studi sul mare davanti a Rosignano

L’intervento pubblicato su METEO GRUPPO si concentra anche sulle ricerche geologiche in corso nel tratto di mare prospiciente la costa. «Dopo queste precisazioni vi informo che è in fase di avanzata realizzazione il foglio "Livorno" della nuova carta geologica d’Italia in scala 1:50.000. Data la sismicità, è stato attentamente studiato il mare davanti a Rosignano con una crociera oceanografica. So che i risultati sono molto interessanti ma non sono ancora stati pubblicati: lo saranno a breve e appena lo saranno ve li illustrerò». Secondo Piombino, i nuovi dati potrebbero fornire elementi utili per comprendere meglio l’evoluzione geologica e tettonica dell’area costiera livornese.

Il possibile legame con l’area del sisma del 1846

Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi riguarda la possibile collocazione geografica della scossa rispetto all’evento storico delle Colline Pisane. «Questi dati, ed altri in terraferma, potrebbero portare a precisare meglio la tettonica di tutta l'area, addirittura rivisitando il terremoto del 1846 il cui meccanismo è ancora in discussione». Una valutazione che, come sottolineato dallo stesso autore, richiederà ulteriori approfondimenti e verifiche.

L’invito ai cittadini

Infine, il ricercatore invita chi ha avvertito il terremoto a contribuire alla raccolta di dati scientifici attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. «Vi invito inoltre, sulla pagina Ingv dell'evento, a cliccare su "compila il questionario" per informare l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di come avete sentito il terremoto. Sono informazioni estremamente utili per gli studiosi». Un contributo che permette agli esperti di raccogliere dati sulla percezione del sisma nei diversi territori e di affinare le analisi sugli effetti prodotti dagli eventi sismici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Intervento record

Livorno, si opera a 101 anni e ritrova la vista: l’incredibile storia di Guido Meucci – «Finalmente torno a leggere»

di Francesca Suggi